Mons. Galantino, i beni culturali ecclesiastici sono “un tesoro di valore inestimabile anche per la pastorale”

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Mons. GalantinoI beni culturali ecclesiastici sono “un tesoro di valore inestimabile anche per la pastorale”. Ne è convinto monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, che ha aperto ieri a Roma la Giornata nazionale per i beni culturali ecclesiastici, definiti “parte integrante, viva e propositiva della Chiesa italiana, riconosciuti da tutti come luogo di aggregazione e promozione culturale”. Musei, archivi, biblioteche, ha proseguito il segretario generale della Cei, sono “luoghi che proprio per la loro ricchezza richiedono permanente formazione e competenza, mai sufficiente per un ambito di frontiera”. “Molti incontrano la proposta cristiana solo tramite il patrimonio artistico”, ha ricordato Galantino, “e questo deve far crescere la responsabilità di chi affida questi temi alle persone”. Citando gli operatori del settore, che ha ringraziato per il loro “impegno e dedizione”, il segretario generale della Cei ha detto che devono essere “persone di comunione, gente che crea ponti, e non muri, perché la comunione passa anche attraverso queste realtà”: a partire dal “primo responsabile dei beni culturali ecclesiastici, che è il vescovo”.

“Valorizzare sempre di più il confronto e il dialogo costante, su scala nazionale e locale”, l’invito di mons. Galantino, secondo il quale “la conflittualità non porta da nessuna parte: la categoria del ‘contro’ è essenzialmente sterile, e l’arte non può essere luogo di sterilità, o trattata da argomenti sterili e arroganti”. Un esempio per tutti: “La qualità e il livello del rapporto” della Cei con il ministero per i Beni Culturali, che in questi anni ha registrato “tanti passi in avanti da una parte e dall’altra”, in relazione “ai compiti da adempiere ma anche alle responsabilità”. “Il rapporto con le istituzioni – ha fatto notare il segretario generale della Cei – è frutto di un dialogo interno alle realtà ecclesiali, attivato grazie all’impegno dell’Ufficio e delle Commissioni diocesane, delle Consulte diocesane e degli Istituti per i beni culturali ecclesiastici”.

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