Diocesi, gli uffici pastorali preparano la verifica

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Uffici di curiaDi Don Gianni Croci

DIOCESI – Domenica 3 maggio 2015, presso la Parrocchia Regina Pacis, si è tenuto l’incontro degli uffici pastorali presieduta dal Vescovo Carlo.
In modo particolare si è lavorato sulla verifica da proporre a conclusione dell’anno pastorale che ha visto la nostra Chiesa interrogarsi sulla missione nelle odierne moderne Corinto a partire dalla I lettera ai Corinzi.

E’ stato fatto notare che, come l’Apostolo, sicuramente ci si è resi conto dello scarto tra l’utopia di una comunità come la si è sognata e ciò che é realmente.
Sicuramente l’impegno è stato quello di correggere alcuni errori, di mettere ordine e proporre nuove mete a partire dalla sapienza della croce.
Gli incontri formativi tenuti da don Andrea Andreozzi hanno aiutato a guardare la Chiesa, non come una realtà scontata, ovvia, ma come un dono grande di Dio, il capolavoro di Gesù, animata dalla Spirito, imparando a rendere grazie per la propria comunità: solo cominciando dalla lode si può vedere ciò che manca.
Da questa premessa si è preso lo spunto per preparare uno schema di verifica da fare insieme, a fronte della programmazione proposta, utilizzando la metodologia dell’apostolo delle genti: partire dal bene, e nel bene, capire ciò che manca. Non serve indugiare in pianti senza fine, in lamentele interminabili, correndo il rischio di sottolineare solo gli aspetti negativi e trascurando i passi positivi.

Si cercherà allora di individuare i punti di forza, i punti di debolezza e i possibili passi concreti per il futuro riguardo alle attività e agli obiettivi.
In molti hanno sottolineato alcuni atteggiamenti da assumere:
• Essere innamorati della propria comunità, vista non come un problema ma come un dono di Dio, il corpo di Cristo, il Tempio dello Spirito.
• Essere ottimisti, capaci di avere lo stesso sguardo amorevole di Cristo che non condanna ma va oltre, chiama per nome l’errore, ma accompagna chi ha sbagliato verso orizzonti nuovi di speranza.
• Essere realisti, consapevoli dei difetti e dei limiti da correggere per edificare una comunità che vive in maniera ordinata e armoniosa.
Certamente il momento della verifica è quanto mai necessario per continuare al meglio il cammino iniziato.

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