Il Vescovo Bresciani incontra per la prima volta il “Movimento in direzione Cristiana”

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Vescovo CarloDi Sara De Simplicio

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Sabato 2 Maggio i giovani del MinDC (Movimento in direzione cristiana)  guidati da Don Marco Di Giosia e da alcune giovani famiglie, a conclusione degli incontri sul 6° comandamento si sono ritrovati presso il Monastero “Santa Speranza” a San Benedetto del Tronto.

Alle 15:30, dopo una mattinata trascorsa all’ascolto delle testimonianze delle 5 monache che abitano il monastero, che vivono in clausura secondo la regola di Santa Chiara d’Assisi e che si dedicano alla preghiera, al lavoro manuale ed alla meditazione della Parola di Dio, i giovani del MinDc hanno accolto con gioia il Vescovo Carlo Bresciani che, sulla scia del tema della “follia d’amore”, si è rivolto a loro commentando una lettera di San Paolo ai Colossesi.

La lettera in questione sviluppa il concetto della gioia che proviene dalla scoperta del senso salvifico della sofferenza; dice, infatti, San Paolo: “io sono lieto nelle sofferenze che sopporto per voi e do compimento a ciò che, dei patimenti di Cristo, manca nella mia carne, a favore del suo corpo che è la Chiesa”.

Il Vescovo ha sottolineato che San Paolo sta parlando, in questo passo, della sua “passione amorosa, che sono Cristo e la Chiesa. E’ dunque un “innamorato” e la sua concezione dell’Amore è chiara e definita: esso non è un semplice sentimento ma una vera e propria missione che, dunque, può non essere sempre facile. Per chi ama davvero, però, le sofferenze diventano più leggere e più sopportabili; chi, invece, non è disposto o non sa soffrire non sa, dunque, amare. Sull’esempio della vita di Gesù, tutta dedita alla Chiesa e perfettamente realizzata nella missione affidatagli dal Padre, così anche la vita di ogni essere umano, per sua natura mancante di qualcosa, ha bisogno, per realizzarsi pienamente e completare così ogni pezzo del disegno di salvezza, di una primaria vocazione, innanzitutto, all’Amore, in tutte le sue forme. Dunque, di una vocazione che sia innanzitutto proiettata a fare la Sua volontà e percorrere la via per raggiungere la perfezione in Cristo.

L’epicentro del discorso è, dunque, l’investimento affettivo della persona umana: ogni essere umano è chiamato all’amore con tutte le capacità di cui dispone. Questo amore diventa totale a Cristo e alla Chiesa nella vocazione sacerdotale o nella scelta della vita consacrata ma il compimento dell’amore per Cristo c’è, anche se in maniera diversa, nella vocazione matrimoniale quando questo sacramento non è una “chiusura” ma, al contrario, una condivisione e un cammino a due in direzione di Cristo. Anche il matrimonio, dunque, è un modo in cui l’amore di Cristo si realizza. In questa prospettiva acquista un significato diverso anche il sesto comandamento: esso non riguarda solo la sessualità ma l’amore nella sua accezione più ampia.

Il senso della sessualità è crescere insieme in questo amore che si volge a Cristo e realizzarlo in Cristo, al di là della gratificazione sessuale. Ciò che da compimento alla vita è, infatti, solo un amore completo; quando, invece, al posto di Cristo si mette al centro soltanto una “passione amorosa” la sessualità si trasforma in egoismo, in una strumentalizzazione dell’altro, in un amore fragile e incapace di affrontare le sofferenze in quanto viene a mancare la dedizione all’altro. Un matrimonio pieno e vero, quindi, si realizza quando  si mette al centro l’amore a Cristo e ci si ama in misura dell’amore di Cristo per la Chiesa. Così la principale vocazione all’Amore diventa dedizione totale o verso la Chiesa o verso il bene dell’altro.

Dopo queste parole, il Vescovo ha personalmente consegnato alle monache clarisse urbaniste una pergamena sulla quale tanti  giovani del Mindc, ancora in cerca della loro vocazione, hanno apposto i loro nomi: un segno di fiducia, abbandono e totale affidamento a chi, scegliendo una vita dedita alla preghiera, può accompagnarli spiritualmente e aiutarli a chiedere al Signore di “sciogliere i nodi” e illuminarli sulla giusta via da intraprendere.

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