“La Civiltà Cattolica” in uscita: “Morte certa, morte probabile. La tragedia dei migranti”

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Spadaro Antonio, teologo, scrittore, occhiali © 2011 Giliola CHISTE“È chiaro che il problema dei migranti non è solo italiano, ma europeo. La tragedia coinvolge l’intera Europa, che ne è responsabile, ma sembra essere inesistente”. Lo afferma l’editoriale del numero de “La Civiltà Cattolica” in uscita, intitolato “Morte certa, morte probabile. La tragedia dei migranti”. La rivista dei gesuiti esordisce richiamando l’appello di Papa Francesco, al Regina Coeli di domenica 19 aprile, dopo l’ennesimo naufragio che ha provocato più di 700 vittime. Il Pontefice chiedeva alla comunità internazionale di agire “con decisione e prontezza”, per evitare” il ripetersi delle tragedie del mare, e ricordava che le vittime sono “uomini e donne come noi, fratelli nostri che cercano una vita migliore, affamati, perseguitati, feriti, sfruttati, vittime di guerre; cercano una vita migliore. Cercavano la felicità…”. Secondo i dati dell’Unhcr, dall’inizio dell’anno sono 1.700 i migranti che hanno perso la vita tentando di raggiungere le coste europee in una traversata che essi stessi definiscono “viaggio della morte”. Dal 1° gennaio al 19 aprile 2015 sono sbarcati sulle coste italiane più di 22.000 stranieri, il 10% in più rispetto agli stessi mesi del 2014. Lo scorso anno si è giunti alla cifra record di 219.000 persone.

Crudele il dilemma che si pone loro. “Non siamo stupidi, né pazzi – spiegava un anno fa il somalo Awas Ahmed, sopravvissuto a un naufragio -. “Siamo disperati e perseguitati. Restare vuol dire ‘morte certa’, partire vuol dire ‘morte probabile’”. Parole come macigni: in Europa “cerchiamo salvezza, futuro, cerchiamo di sopravvivere. Non abbiamo colpe se siamo nati dalla parte sbagliata e soprattutto voi non avete alcun merito di essere nati dalla parte giusta”. Probabilmente il giovane somalo è sopravvissuto grazie all’operazione Mare nostrum, conclusasi da qualche mese e sostituita da Triton che ha già dimostrato a caro prezzo la sua inefficienza. Mentre il centro di Lampedusa è perennemente al collasso e fa l’impossibile ad ogni ondata di profughi e di rifugiati, la rivista dei gesuiti precisa che l’Italia accoglie un rifugiato ogni mille persone, contro i 3,5 della Francia e gli oltre 11 ogni mille abitanti della Svezia. “È urgente una politica migratoria europea. In particolare, serve un efficace sistema comune europeo per richiedenti asilo”. “Quelle vittime muoiono sognando l’Europa – conclude l’editoriale -. Ma l’indifferenza rende ancora più tragico il dilemma tra ‘morte certa’ e ‘morte probabile’”. Di qui l’auspicio che l’appello del Papa “non resti inascoltato”.

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