Volontari diocesi “Rubrica dal carcere” tra volti di donne Afgane e la Primavera

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GuerraDIOCESI – Prosegue la nostra “rubrica dal carcere” leggi i precedenti articoli curata dai volontari della nostra diocesi.

Guardando queste tre cartoline,rappresentanti volti e posti di culture molto differenti dalla nostra, mi va all’occhio la tristezza che c è negli sguardi di queste giovani ragazze,il buio e l’oscurità di quelle case,per me molto tetre, che posso paragonare un po’ al luogo dove mi trovo ora ristretto. Mi fa pensare che la libertà va ricercata nei nostri pensieri dentro le nostre teste, perché si può essere prigionieri finchè non liberiamo le nostre teste. Comunque tornando alle foto,vedo che nei loro occhi cè una piccola fiammella che rimane sempre accesa che secondo me rappresenta la speranza che un giorno venga un mondo migliore anche per loro. R.

Oggi ho visto delle cartoline di donne afgane, e ho pensato a quello che succede in medio oriente.In questa guerra senza ragione e senza scrupoli,gli innocenti soffrono e si legge bene nei loro occhi umidi le sofferenze. Ti spezza il cuore sentire queste ingiustizie solo perché sono cristiani o vogliono avere la loro religione. Spero che qualcuno intervenga in aiuto di queste persone che lottano per la libertà. M.J.

Le giornate si stanno allungando e siamo nel pieno cambio di stagione.
E’ tempo di raffreddore di sternuti provocati dal polline. Gli alberi si riempiono di fiori e di foglie e nell aria si sente il profumo della primavera.
Il cielo si è schiarito e quel tetro cupo invernale rimane solo un ricordo di quelle giornate umide e fredde.
Le braccia si scoprono e il sole scalda la nostra pelle,aspettiamo ancora un po’ prima di sdraiarci a terra con gli asciugamani per poterci abbronzare a poco a poco. Ancora un po’ di pioggia alternata al bel tempo, prima che la natura sfoggi il suo splendore. Le persone spolverano la bicicletta o il motorino lasciando da parte l auto e la città si libera dal traffico riempiendo i marciapiedi e le piste ciclabili. Gelati, pizze e bibite,gruppi di giovani che ripopolano le panchine nei giardini.
Le palestre si svuotano per dar sfogo ad una corsa all’aria aperta.
I campi da calcetto si riempiono e negli oratori si sentono le risa dei bambini che giocano dopo il catechismo. La città riprende vita dopo il letargo. Nelle vie davanti ai bar si siedono in cerchio anziani e giovani che discutono delle partite di calcio , di politica o di fatti di cronaca. Così gli animi un po’ affievoliti dal gelo tornano a brillare e torna quella voglia di muoversi e fare tardi la sera, di godersi appieno la giornata,secondo dopo secondo,minuto dopo minuto,ora dopo ora, sfruttando il più possibile, aspettando che torni la stagione invernale. A.S.

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