L’epopea dei monaci irlandesi raccontata a Grottammare

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imageGROTTAMMARESabato 2 maggio alle ore 21.15 presso la Cantina di Sant’Agustino (o in alternativa presso la chiesa di Sant’Agostino se il numero degli intervenuti sarà copioso) si terrà la presentazione del volume “Sulle strade del mondo” di Enzo Farinella, corrispondente in Irlanda per l’Ansa e per Radio Vaticana.

Nel dibattito civile e culturale sembra essersi affievolito negli ultimi anni l’interesse per il tema delle radici cristiane dell’Europa. Esso tuttavia è di fondamentale importanza per dare un’anima al Vecchio Continente: infatti, il collante che tiene uniti i vari popoli europei, così diversi fra loro, è proprio il cristianesimo.

Se nei primi secoli il cristianesimo si è diffuso grazie all’annuncio della parola di Dio e alla testimonianza dei martiri, a partire dal IV secolo l’opera di cristianizzazione è proseguita grazie alla conversione dei sovrani barbari, all’espansione del monachesimo benedettino e all’opera dei monaci irlandesi.

Proprio a questi ultimi è dedicato il libro di Enzo Farinella. L’epopea dei monaci irlandesi è poco nota, ma non per questo di secondaria importanza per l’affermazione della religione di Gesù in Europa. Fra il V e l’XI secolo centinaia di monaci lasciarono l’isola natia per portare il vangelo nel continente.

Molti di questi monaci terminarono la loro vita nell’Europa continentale e ivi furono sepolti: basta pensare, ad esempio, a San Gallo e a San Colombano. Per quanto ignorato, si può parlare di un vero e proprio “Erasmus della fede”. Inoltre, furono proprio i monaci irlandesi ad introdurre la pratica della confessione individuale.

Il libro di Farinella aiuta a ricostruire questa storia e ad avere una maggiore consapevolezza della propria identità europea.

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