Il Papa ai neosacerdoti: “Niente omelie noiose!”

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Di Alessandro Testatonda
Di Alessandro Testatonda

Di Luca Marcolivio

Omelie che non siano noiose, tanta misericordia nel confessionale e un ministero da esercitare con la volontà di piacere a Dio e non a se stessi. Sono alcuni degli auspici espressi da papa Francesco nei confronti dei 19 nuovi sacerdoti ordinati stamattina nella basilica di San Pietro.

Dei nuovi presbiteri, 13 appartengono alla diocesi di Roma, gli altri 6 provengono da altre diocesi. La Santa Messa è stata concelebrata dal cardinale vicario della diocesi di Roma, Agostino Vallini, dal vicegerente, monsignor Filippo Iannone, dai vescovi ausiliari, dai rettori dei seminari dei nuovi presbiteri e dai loro parroci.

Durante l’omelia, il Santo Padre ha sottolineato che ogniqualvolta un giovane sceglie la via del seminario, quindi del sacerdozio, nel benedire quella vocazione, “il vescovo rischia” e “sceglie loro, come il Padre ha rischiato per ognuno di noi”.

Ricordando agli ordinandi che, con il loro ministero, essi divengono “partecipi della missione di Cristo, unico Maestro”, il Pontefice ha detto: “Leggete e meditate assiduamente la Parola del Signore per credere ciò che avete letto, insegnare ciò che avete appreso nella fede, vivere ciò che avete insegnato”.

Il Papa ha poi raccomandato ai nuovi sacerdoti di non pronunciare mai omelie “noiose” ma di predicare parole che “arrivino proprio al cuore della gente perché escono dal vostro cuore, perché quello che voi dite a loro è quello che voi avete nel cuore”.

Ciò che conta nella vita di un sacerdote è in particolare l’“esempio”, perché “l’esempio edifica, ma le parole senza esempio sono parole vuote, sono idee e non arrivano mai al cuore e addirittura fanno male”, ha spiegato il Santo Padre.

“Quando voi celebrate la Messa – ha proseguito – riconoscete dunque ciò che fate. Non farlo di fretta! Imitate ciò che celebrate – non è un rito artificiale, un rituale artificiale – perché così, partecipando al mistero della morte e risurrezione del Signore, portiate la morte di Cristo nelle vostre membra e camminiate con Lui in novità di vita”.

Francesco ha anche raccomandato ai nuovi sacerdoti di non “rifiutare mai il battesimo a chi lo chiede” e di non stancarsi di “essere misericordiosi”, nell’amministrare il sacramento della penitenza. “Nel confessionale voi starete per perdonare, non per condannare! Imitate il Padre che mai si stanca di perdonare”, ha aggiunto.

Esercitando il ministero sacerdotale “in letizia e carità sincera”, i nuovi presbiteri dovranno essere “unicamente intenti a piacere a Dio e non a voi stessi”, poiché “è brutto un sacerdote che vive per piacere a sé stesso” o che “fa il pavone”.

In conclusione, Francesco ha indicato ai nuovi sacerdoti “l’esempio del Buon Pastore, che non è venuto per essere servito, ma per servire; non per rimanere nelle sue comodità, ma per uscire e cercare e salvare ciò che era perduto”.

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