Stringersi di mani fra uomo e donna

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uomo donnaCi vuole un “soprassalto di simpatia” per l’alleanza tra uomo e donna. Non un’alleanza qualsiasi, ma quella di cui entrambi sono il sigillo fin dalla creazione del mondo. Un’alleanza che sia capace di “custodire” la differenza: perché la donna non è la replica dell’uomo, ma l’uomo e la donna sono fatti della stessa sostanza. È la “ricetta” del Papa, che ha dedicato ben due catechesi al termine “reciprocità” come chiave per comprendere e interpretare il rapporto tra l’uomo e la donna, racchiuso nel dettato di Dio dall’inizio dei tempi: “Maschio e femmina li creò”.
Nella catechesi di oggi, davanti a 25mila persone che lo hanno applaudito più volte, Francesco si è rifatto al secondo racconto della Genesi ed è partito dall’immagine della costola per spiegare che “non esprime affatto inferiorità o subordinazione”: l’uomo è il culmine della creazione, ma senza la donna “gli manca qualcosa”. Il senso profondo della reciprocità – parola manifesto della “Mulieris Dignitatem” di Giovanni Paolo II, la prima enciclica dedicata da un Papa, ormai quasi 30 anni fa, interamente alla questione femminile – Francesco l’ha declinato con l’esempio plastico dello stringersi le mani: se l’uomo non ha di fronte una donna, e viceversa, questo semplice gesto diventa impossibile.
“Riportiamo in onore il matrimonio e la famiglia”, la consegna da raccogliere, che ha precise ricadute culturali, sociali e politiche: “La svalutazione sociale per l’alleanza stabile e generativa dell’uomo e della donna è certamente una perdita per tutti”. No, allora, alle varie forme di maschilismo ancora dure a morire, soprattutto nel nostro Paese, “dove la donna viene considerata di seconda classe”. No alla “mercificazione” del corpo femminile – anche mediatica – e a quella “epidemia di sfiducia, di scetticismo, di ostilità” verso l’alleanza tra uomo e donna capace di “custodire la differenza”. Se le donne devono superare la loro “comprensibile diffidenza”, la tesi del Papa, gli uomini devono recuperare la capacità di “sognare” la donna. Come Adamo quando Dio stava creando Eva, e lui dormiva. “L’uomo per trovarla, per trovare l’amore, deve prima sognarla”: anche questa è “reciprocità”.

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