Il Papa e Scholas Occurrentes danno un calcio alla povertà. Con l’aiuto di Maradona…

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PapaZenit di Luca Marcolivio

Sono il tifoso numero uno del Papa, sono il capitano della sua squadra”. Con queste parole Diego Armando Maradona ha salutato i giornalisti giunti alla Sala Marconi della Radio Vaticana, per il briefing di presentazione delle nuove attività di Scholas Occurrentes, la rete educativa internazionale che il Santo Padre si sta impegnando a promuovere in prima persona.

Giunto quasi a sorpresa al termine della conferenza stampa, l’ex pibe de oro ha raccontato del suo nuovo incontro di ieri mattina con papa Francesco presso la Casa Santa Marta.

L’ex fuoriclasse del Napoli e della nazionale argentina intende proporsi come testimonial di una partita per la pace promossa da Scholas Occurrentes, sulla falsariga del match già disputatosi lo scorso settembre allo Stadio Olimpico di Roma.

Con l’occasione Maradona ha voluto ringraziare il Santo Padre “per tutto l’affetto che mi dimostra. Abbiamo un ottimo Papa, fantastico direi”, ha detto.

L’iniziativa sportiva di beneficienza, così come tutta l’attività di Scholas Occurrentes sarà quindi un atto di generosità del mondo del calcio “a beneficio di quei ragazzi che in molte parti del mondo non hanno da mangiare”, ha aggiunto l’ex calciatore.

In occasione del briefing sono intervenuti monsignor Marcelo Sanchez Sorondo, cancelliere della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, e José Maria Del Corral, direttore generale di Scholas Occurrentes, il quale ha annunciato l’apertura di nuove sedi della rete in Spagna, Paraguay e Mozambico e due nuovi accordi di collaborazione recentemente firmati in Vaticano alla presenza del Papa.

In questo modo, per i prossimi cinque anni un gran numero di studenti poveri avranno accesso alle Scholas e ai relativi corsi di tecnologia, sport e arte. Del Corral ha annunciato che, dopo la firma dell’accordo, “già cinque paesi hanno risposto positivamente in queste 48 ore”.

Il progetto è stato anche presentato al segretario generale dell’Onu, Ban Ki Moon, che lo ha affidato ai dirigenti dell’Unicef.

In una fase successiva, saranno selezionati quindici progetti, con l’aiuto di tecnici, cui ha aderito l’Ibm, con il sostegno da parte di Google. Anche in Europa c’è interesse per l’iniziativa e, in particolare dall’Italia, sono arrivati incoraggiamenti all’utilizzo del calcio come strumento educativo, ha spiegato il direttore di Scholas Occurrentes.

L’altro accordo prevede la donazione di 10mila dollari da parte della Confederación Sudamericana de Fútbol, per ogni gol segnato durante la prossima Coppa America, in programma in Cile, dall’11 giugno al 4 luglio 2015.

I fondi raccolti saranno destinati a finanziare i progetti di Scholas Occurrentes per le comunità educative più povere, che siano parte della rete mondiale della Caritas e di altre organizzazioni impegnate nell’integrazione dei paesi in via di sviluppo.

Nel suo messaggio indirizzato a Scholas Occurrentes in occasione della sigla degli accordi, papa Francesco ha ricordato che “lo sport offre molti valori ai giovani: valori sociali, valori di squadra, valori di rispetto, valori di salute” ed in particolare di “salute sociale” e “psicologica”.

Oggi, infatti, molti ragazzi, ha proseguito il Pontefice, si rassegnano a “morire di fame, ammalarsi, rubare, uccidere, vivere in bande” o darsi al “traffico di droga” come una “cosa normale”. Si tratta di un “cammino verso il suicidio morale ed esistenziale”.

In questo scenario, il progetto di Scholas, ha sottolineato il Santo Padre, si distingue come un “lavoro creativo di fronte ad un sistema educativo che non ha la capacità di reagire”.

Dio, però “ha seminato nel cuore umano tante possibilità e quando una società nasconde Dio e non mette al centro la persona umana finiamo nella cultura dello scarto. Per questo mi coinvolgo in tutte queste cose”, ha poi concluso.

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