Sinodo, dalla Germania: impegno per compiere insieme un cammino trasparente

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GermaniaMassimo Lavena

Il cammino della Chiesa tedesca verso la XIV Assemblea generale del Sinodo dei vescovi sul tema “La vocazione e la missione della famiglia nella Chiesa e nel mondo contemporaneo”, che si riunirà dal 4 al 25 ottobre, prosegue secondo le tappe definite in occasione delle ultime plenarie della Dbk, la Conferenza episcopale tedesca. In attesa di definire una sintesi comune delle 27 diocesi germaniche sulle domande del questionario sinodale, è indubbia la partecipazione dei fedeli tedeschi alle sollecitazioni ricevute attraverso le domande. Abbiamo chiesto una valutazione del cammino fin qui svolto aMarianne Habersetzer, direttrice del dipartimento “Generazioni ed età nel settore della pastorale e della vita ecclesiastica” dell’ordinariato arcivescovile di Monaco-Frisinga.

Quali sono state le maggiori differenze tra le risposte del precedente questionario sinodale e quelle di questo secondo in vista del Sinodo del prossimo autunno?
“Il primo questionario serviva, in primo luogo, a individuare i temi del primo Sinodo straordinario al fine di effettuare un’analisi adeguata e arrivare a un ordine del giorno sulla situazione nelle diocesi del mondo. Il primo questionario era caratterizzato, inoltre, da un linguaggio strettamente giuridico e richiedeva una preparazione sulle situazioni giuridiche in tutto il mondo (significato del matrimonio nel diritto canonico, concetto del diritto naturale rispetto al rapporto tra uomo e donna…). Inoltre si chiedeva di quali conoscenze si disponesse sulla dottrina cattolica. Il secondo questionario si è occupato della pastorale: di cosa hanno bisogno le coppie e le famiglie nei tempi attuali e nelle differenti situazioni esistenziali? Cosa si attendono dalla Chiesa e cosa può essa offrire in concreto per accompagnarle? Quale pastorale si può intraprendere? Come vengono sostenute le coppie e le famiglie? Il questionario intende sottolineare la molteplicità e far vedere il ‘paesaggio pastorale’ del matrimonio e della famiglia; mostra l’importanza e la serietà del tema”.

La comunità dei fedeli di Monaco-Frisinga non ha evitato i temi controversi che sono al centro della discussione teologica e morale nella Chiesa: quali gli spunti più interessanti con cui vi siete confrontati nell’analisi delle risposte?
“I temi scottanti sotto l’aspetto della pastorale non sono stati aggirati, come ad esempio la questione della pastorale con le coppie di separati risposati o quella dell’accompagnamento pastorale degli omosessuali. Le risposte ricevute hanno dimostrato che la gran parte degli intervistati ritiene che ci sia molto da fare e chiede un buon approccio della pastorale con queste cerchie di persone”.

Da più parti è emersa una critica alle domande definite anche “troppo difficili” ed eccessivamente indirizzate agli addetti ai lavori: quale sarà l’apporto che potranno offrire alla discussione sinodale?
“Il questionario contiene effettivamente formulazioni difficili. Perciò sono giunte molte critiche sul linguaggio e sulla comprensibilità dei testi, ma è stato fatto anche un lavoro molto intenso. Finora abbiamo ricevuto ben 700 questionari valutabili. Molti si sono avvalsi dell’opzione di rispondere solo a determinate domande. Le opzioni a disposizione sono state sfruttate e i fedeli hanno dato risposte ai temi che stanno loro a cuore. Dalla valutazione dei questionari è emerso che numerosi fedeli sono molto impegnati, che hanno risposto in modo differenziato e qualificato e che non temono di affrontare temi complessi. Hanno partecipato soprattutto persone impegnate nell’ambito delle parrocchie e delle unioni di parrocchie e dei gruppi; ad esempio associazioni e consigli parrocchiali”.

Cosa significa per una Chiesa attiva come quella di Monaco-Frisinga aver messo in rete da subito le risposte sul sito dell’arcidiocesi, e quale la sintesi che secondo lei è stata compiuta con tutte le altre diocesi della Chiesa tedesca, in vista dell’Assemblea sinodale?

“Il 27 gennaio 2015 i vescovi tedeschi hanno deciso che tutte le diocesi mettessero online il questionario per dare la possibilità di prendere posizione sulle domande. Per evitare che venissimo accusati di aver ‘censurato’ il questionario mediante semplificazioni, modifiche o abbreviazioni, abbiamo messo online, nel sito dell’arcidiocesi di Monaco-Frisinga, il questionario nella sua versione integrale. In un testo di presentazione abbiamo fatto riferimento alla difficoltà delle domande, invitando a rispondere anche solo ad alcune. È ancora presto per capire i punti in comune e le differenze tra le diocesi tedesche. Questa valutazione è stata trasmessa a Roma, come richiesto dal Vaticano, entro il 15 aprile e verrà successivamente pubblicata dalla Conferenza episcopale tedesca”.

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