Un sito in quattro lingue per il Papa a Sarajevo

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Print this page
Papa Francesco
www.papa.ba”: è l’indirizzo del sito ufficiale del viaggio di Papa Francesco a Sarajevo del 6 giugno. Voluto dalla Conferenza episcopale di Bosnia e Erzegovina, il sito è in quattro lingue (croato, inglese, tedesco e italiano), e contiene diverse sezioni, tra le quali, quelle dedicate alle procedure di accreditamento per i media (dal 27 aprile al 15 maggio 2015), e a quelle di iscrizione per i pellegrini e fedeli agli eventi in programma. Non mancano informazioni sulla Chiesa cattolica locale, sulle sue strutture, sul programma, diffuso ieri dalla sala Stampa della Santa Sede, mappe della città e coordinate bancarie per eventuali donazioni volte a finanziare la visita.

Il sito riporta anche l’invito ai fedeli dei vescovi bosniaci all’incontro con Papa Francesco. “Venti anni dopo la guerra – si legge nel testo – non si sono ancora raggiunte una pace giusta e una vera riconciliazione. La giustizia sociale e la sicurezza non si sono, purtroppo, realizzate, ma sono rimaste solo un desiderio delle persone di buona volontà. È evidente che, senza un autentico rinnovamento dello spirito umano, non ci può essere un vero progresso economico e giustizia sociale”. “Crediamo – scrivono i vescovi – che i messaggi di Papa Francesco possano essere un incentivo efficace per un rinnovamento spirituale necessario, così come per ogni altro rinnovamento della nostra società. Essi ci aiuteranno a capire che siamo tutti responsabili per la costruzione di una pace futura e felice per tutti i cittadini di questo Paese”. Dai presuli bosniaci arriva anche la denuncia che gli accordi di Dayton (che posero fine alla guerra) “non offrono le condizioni necessarie per la pace e la prosperità del nostro Paese”. Da qui la necessità di promuovere “rispetto reciproco e leale collaborazione dei rappresentanti locali nel governo e di tutta la gente di questo Paese”. Senza rispetto e collaborazione, “non ci può essere vero progresso e prosperità per tutti i cittadini e i gruppi etnici”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *