Le scuole di San Benedetto sui luoghi della Grande Guerra

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Studenti
SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Nell’ambito delle iniziative promosse dall’Amministrazione comunale per celebrare la Grande Guerra, giovedì 9 e venerdì 10 aprile una delegazione di circa 160 studenti delle scuole secondarie di primo grado della città di San Benedetto ha svolto un viaggio d’istruzione nei luoghi del nord Italia teatri di episodi bellici del conflitto ’15 – ’18.

Ad accompagnare ragazzi e insegnanti, oltre al Sindaco Giovanni Gaspari c’erano la dirigente del settore Cultura e istruzione Renata Brancadori, il responsabile dell’Archivio storico comunale Giuseppe Merlini, il funzionario comunale Guido Renzi.

Oltre a visitare il Museo della Grande Guerra di Rovereto, le trincee di Matassone e il Museo di arte moderna e contemporanea (MART) di Trento e Rovereto, nel pomeriggio del 9 aprile i ragazzi italiani hanno incontrato i loro coetanei della città austriaca di Steyr, gemellata con San Benedetto del Tronto, accompagnati da Ute Weismayr, storica promotrice del gemellaggio.

Tra le due Municipalità è stato rinnovato il rapporto di amicizia che ha assunto in questa circostanza un valore altamente simbolico: si sono incontrate e abbracciate le giovani rappresentanze  di due popoli che si sono sanguinosamente combattuti 100 anni fa.

L’incontro si è svolto nello SMART Lab, centro giovani messo a disposizione dal Comune di Rovereto, per l’occasione rappresentato dall’assessore alla cultura e istruzione Giovanna Sirotti.

“E’ emozionante essere qui insieme – ha detto il sindaco Gaspari ai ragazzi – avete un’opportunità straordinaria: vivere i luoghi in cui sono accaduti i fatti che state studiando. Un filosofo italiano disse che c’è una differenza tra sentire e sapere: sapere significa conoscere cosa è successo, vivere i luoghi significa invece provare direttamente a capire come hanno vissuto il conflitto bellico quei ragazzi poco più grandi di voi. Voi con la vostra presenza qui oggi offrite un deferente pensiero a quei ragazzi morti per motivazioni che oggi riesce difficile comprendere. Voi vi incontrate oggi sotto il segno della pace, per sorridere, dialogare, imparare la lingua l’uno dell’altro, capire che l’Europa è la nostra grande casa che ci offre opportunità e maggiore libertà. Mi auguro – ha concluso il Sindaco – che voi possiate continuare a costruire questo ponte della pace tra popoli”.

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