Don Lanfranco: “Suor Cecilia mantieni vivo nel mondo il desiderio di Dio e l’amore alla Chiesa”

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Madre CeciliaRIPATRANSONE Venerdì 10 Aprile presso il Monastero delle Suore Domenicane, Don Lanfranco Iachetti ha presieduta la Santa Messa delle esequie di Suor Cecilia.

Don Lanfranco: “Dopo la risurrezione Gesù non tarda a far riconoscere il profumo della sua umanità sulle sponde del lago di Tiberiade,  in quella sbiadita mattina di primavera.
Profumi salmastri che il  vento di questi giorni,  l’aria e il sole hanno portato qui a Ripatransone fino a penetrare la  stanza al  secondo piano del monastero  dove viveva Madre Cecilia.
Il profumo, si sa, è il legame primo che si stabilisce con ciò che ci circonda, una sorta di comunione che  accende desideri di autenticità.
In quella stanza, che ho visitato ogni giorno dopo l’Eucarestia, devo confessarlo, ho sempre trovato il profumo di vita vissuta.

Perché il profumo è sempre la traccia di una presenza concreta, la scia che il corpo promana!
Quella stanza come “un pezzo di riva” dove si è consumato in silenzio il suo desiderio struggente  a riconoscere Gesu come “il Signore”.
Da quella stanza il profumo del dono incondizionato e la consegna “oltre i limiti dell’impossibile” di una amore fino alla fine.
A dispensare profumo, gli occhi di Madre Cecilia e lo spazio umano del suo corpo che,  pur restando fermo  emanava un movimento di vita  tale che arrivava fino al cuore e, che il  silenzio gli permetteva di stare dentro la vita.

Con il linguaggio del silenzio  ha custodito la sua Suor Amata, suor Iosefa e suor Bernarda che con le sue parole e il suo timbro di voce sembra volesse parlagli di anni,  giorni, lotte e di  tante appassionate giornate scandite da una bella fraternità! Senza dimenticare  Gemma, Teresa, Arta e tutte le persone che per lei hanno fatto mille cose.

A lei che sognava futuro, Il Signore gli è stato chiesto la capacità e il coraggio di immergersi nel silenzio , come ci  si immerge nel mare di notte. Notte e silenzio sono fratelli, possano entrambi far paura, ma che fanno giungere  ad un approdo provvidente  e luminoso, come una piccola barca raggiunge la riva dopo la tempesta!

Notte e silenzio sono stati compagni della tempesta che Madre Cecilia ha vissuto fino alle quattro dell’altra notte….quando ( e ne sono certo!) lei non ha cessato di vivere ….ma come Pietro  ha lasciato le reti dicendo: “Io vado a pescare”….perchè di notte il pesce si fa trovare più che di giorno!
Notte fruttuosa…e provvidente Il Vangelo annota che la rete era piena di 153 grossi pesci! Come non vederci l’auspicio di nuove vocazioni? Madre cara,   Che mare grosso hai dovuto attraversare….prima di arrivare  “all’altra riva”…

Come non ricordare qui la grande fede  di Madre Cecilia..il suo fidarsi della provvidenza…il suo “tifo” per San Giuseppe? E la sua custodia previdente.
Basta guardarci intorno e tutto parla di provvidenza….!
Cara Madre, mi piace immaginarti come “Armatore” nella barca di Pietro, tu che  hai beneficiato  del mare e delle sue schiumate a riva  solo per qualche settimana laggiù a Grottammare…
Cara madre, ora continua il viaggio fino a lassù….

Non sentirai più il profumo del pesce arrostito…e i frullati preparati da Marisa.
Ma beneficerai del profumo della preghiera costante  da questa tua cappella voluta come pietra  fondante del  monastero.
Le tue suore saranno il faro che sempre arderà  per dire quello che sei stata e sarai per sempre…

Cristo con la  luce grossa del cero Pasquale  ne intensificherà il raggio…
Cara madre continua a  vivere la “mistica dell’incontro” in questo anno della vita consacrata.
Mantieni vivo nel mondo il desiderio di Dio e l’amore alla Chiesa come scrive papa Francesco.

Madre!
Sei tu profumo che ci raggiunge.
I tuoi occhi diventano cielo,
gli sguardi fertile terra.
Madre!
Sei tu  germoglio nei giorni d’inverno
Mani strette che tengono tutta la vita e la vita di chi hai amato.
Madre!
Sei tu voce che scioglie la roccia estraendone oro
Sulle nostre ferite e il nostro dolore.
E come danza preziosa con le note dell’Alleluia pasquale
ti accompagniamo alla liturgia del cielo
nella gloria dei santi.
Amen

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