“Scoccetta” a Patrignone si rinnova la sana tradizione rurale post – Pasquale

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ScoccettaDi Lauretanum

MONTALTO DELLE MARCHE – Celebrato il Triduo pasquale, molte sono le Feste post-pasquali che si celebrano su tutto il territorio diocesano, e che dimostrano la pienezza della Grazia che proprio dalla Pasqua di Morte e di Risurrezione del Signore scaturisce e ne è quasi un naturale prolungamento. Il ricordo dei Martiri, dei Patroni e delle altre figure di Santità cristiana, che l’austero Tempo di Quaresima ha messo in secondo piano, per far risaltare il Mistero della Croce, nella contemplazione della Passione del Cristo, ora viene invece riproposto in piena luce come unione di tutti coloro che hanno seguito l’Agnello, quasi un corteo trionfale che esalta la vittoria di Gesù sul peccato e sulla morte.
E insieme al culto dei Santi la Tradizione cristiana ci propone ancora una volta l’approfondimento del culto eucaristico, già dalle prime ore del Tempo di Pasqua, per indicarci, come nel racconto evangelico dei discepoli di Emmaus, che possiamo e dobbiamo riconoscere il Signore Risorto nel gesto dello spezzare il pane.
Così è accaduto infatti nel pomeriggio del Martedì fra l’Ottava di Pasqua nell’antica Comunità cristiana di Patrignone, dove si è svolta l’Adorazione eucaristica nella parrocchiale di Santa Maria in Viminato, nella forma delle cosiddette Quarantore (oggi raccolte nelle ore pomeridiane del solo Martedì, ma un tempo vissute fin dal primo pomeriggio della Domenica di Pasqua fino alla sera del Martedì seguente… ). Contemporaneamente, fuori della chiesa, sulla piazza, si è svolta la tradizionale “scoccetta”.

Secondo ben radicati costumi e tradizioni di un tempo, a Patrignone si ripete, dalla notte dei tempi, questo gioco tipico del Piceno. La gara si consuma con l’innegabile valore simbolico e pasquale che hanno le ‘armi’ di questi tornei: vere uova sode e colorate, delicatamente ‘picchiate’ contro quelle dell’avversario. Il guscio che si romperà per primo decreterà il vincitore, che acquisirà l’uovo rotto e continuerà sfidando il vicino. Gli anziani, più esperti, insegnano ai giovani come riconoscere al tatto le uova più robuste, che faranno guadagnare un buon bottino.

Oggi la scoccetta è un’antica tradizione di un giorno di festa, ma ieri, nella povera economia alimentare della civiltà contadina e rurale delle nostre contrade, dalla vittoria dipendevano addirittura i pasti di alcuni giorni!

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