Montelparo, 400° anniversario dell’apertura al culto della Chiesa di San Gregorio Magno

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Di Giuseppe Mariucci

MONTELPARO – Proprio in quest’anno 2015 ricorre il 400° anniversario dell’apertura al culto della Chiesa di San Gregorio Magno in Montelparo e sicuramente la comunità montelparese vorrà ricordare e festeggiare adeguatamente un evento di così alto profilo! La volle, nel 1609, Gregorio Petrocchini che, facendo testamento, lasciò 6.000 scudi per la sua costruzione a Montelparo e altri 6.000 per istituirvi una Collegiata. Nel presentare però la storia di questa Chiesa è senza dubbio necessario fare prima un quadro di colui che la stessa volle: Gregorio Petrocchini, detto anche il Cardinal Montelparo!

Il Cardinale nacque a Montelparo il 2 febbraio 1536 e morì a Roma il 20 maggio 1612. E’ sepolto nella chiesa di S. Agostino in Roma: esattamente nella Cappella dov’è custodito e venerato il corpo di Santa Monica, la mamma eroica di Sant’Agostino, della quale il Cardinale Petrocchini era tanto devoto.

Quando nacque Gregorio Petrocchini, sul soglio pontificio sedeva da due anni Papa Paolo III, al secolo Alessandro Farnese (1534-49). Nella prima metà del Cinquecento Montelparo era un piccolo comune (non contava più di mille abitanti) dell’entroterra fermano. Non aveva centri importanti nelle vicinanze. Ascoli era difficilmente raggiungibile (circa 40 Km) per l’asperità del territorio. C’era di mezzo il monte Ascensione e, passando per Force, bisognava poi affrontare quella che in seguito venne chiamata la “costa dei guai”. Fermo era più a portata di mano, attraverso la stretta vallata dell’Ete Vivo, ma i chilometri non erano pochi, circa trenta. Ad ogni modo il comune di Montelparo gravava su Fermo. L’economia era povera. Montelparo era stato sempre un libero comune; ma dalla seconda metà del Quattrocento, con l’organizzarsi dello Stato Pontificio, notoriamente centralizzato, si annacquò progressivamente la sua autonomia. E a Montelparo già dal 1290 si iniziò la costruzione di una Chiesa e di un Convento dedicato a Sant’Agostino.  La presenza di questo importante convento agostiniano rappresentò sempre una grande risorsa.

Tra i circa 15 religiosi, che normalmente ospitava, non pochi erano del paese. Così molti montelparesi poterono, nel corso degli anni, dedicarsi agli studi e occupare posti di primaria importanza all’interno del governo della chiesa e delle Università di allora: ed anche per il Petrocchini qui iniziò la sua formazione e la sua importante carriera. Così a ventuno anni, nel 1557, Gregorio Petrocchini fu inviato a studiare all’Università di Bologna. Quattro anni dopo era a Pavia poi a Milano, conseguendo la laurea magistrale, terminando un lungo e duro percorso di studi e di formazione letteraria, giuridica e teologica. Intanto era stato ordinato sacerdote, coronando la sua vocazione religiosa. Tornò nelle Marche e sicuramente soggiornò a lungo a Montelparo. Ormai aveva raggiunto una posizione di primaria importanza all’interno dell’Ordine Agostiniano e si susseguirono per lui numerosi incarichi di grande responsabilità:
a)Priore nel convento di Fermo;
b)Professore di filosofia presso l’Università di Macerata;
c)Priore nel convento di Salerno – sede allora molto importante -, dove rimase per un triennio (1580-1583) con il compito di svolgere uno studio molto delicato;
d)Priore provinciale per la marca di Ancona nel 1585.

L’elezione al soglio pontificio del Cardinal Montalto rappresentò una svolta nella vita e nella carriera di fra Gregorio Petrocchini.

Papa Sisto V gli conferì incarichi di primaria importanza, sino a nominarlo Cardinale. Ormai Fra Gregorio Petrocchini era un uomo di successo per la società di allora: un uomo, potremo dire, che si era fatto da solo e che avanzava solo in base a criteri meritocratici. L’incarico più prestigioso e anche di grande responsabilità arrivò due anni dopo ed è storicamente accertato per influenza del papa stesso: divenne infatti Superiore Generale dell’Ordine Agostiniano. Per effetto di questa carica girovagò da convento e convento non solo in Italia, ma anche in Francia, Spagna e Portogallo, dimostrando non solo doti eccezionali di diplomatico, capace di ascoltare, comprendere le varie istanze, ma anche fermezza nel rispetto delle regole. Per i successi ottenuti in Europa, i suoi meriti dopo tanti incarichi, ma soprattutto la grande fiducia nei suoi confronti di Sisto V (forse si può parlare anche di amicizia) ebbe la strada spianata alla nomina cardinalizia. Era talmente entrato nella fiducia di Papa Sisto V° da essere effettivamente considerato un “suo uomo” fino ad essere elevato al ruolo di Camerlengo! E proprio per questo, considerato, alla morte di Sisto V°, uno dei papabili!

Per tornare alla chiesa di San Gregorio Magno, dobbiamo dire che fu inaugurata nel 1615 (tre anni dopo la morte del Cardinale) e ancora oggi è aperta al culto sia per la sua posizione centrale, nonché per il suo eccellente stato di conservazione; è frequentemente scelta dal Priore Parroco per molte cerimonie religiose. È posta lateralmente all’antica Porta del Sole, con cui forma un tutt’uno e sicuramente sfrutta le basamenta delle precedenti mura di cinta e del bastione di difesa della porta stessa. La facciata è rimasta incompleta nella sua parte superiore. Il portale in pietra con timpano spezzato reca in alto al centro lo stemma del Cardinale. Molto suggestivo ed imponente l’abside che si eleva sopra, quasi continuandolo, il cosiddetto “murello”, da sempre luogo di incontro dei montelparesi. Un piccolo campanile a vela con tre campane si erge a fianco della Porta del Sole. Nel 1745, a causa di un incendio doloso, subì gravi danni, ma soprattutto fu distrutta la teca che custodiva il cuore del Petrocchini oltre a reliquie insigni, paramenti, cappella vescovile, vasi sacri e preziosi candelieri d’argento!
La scalinata era di grossi blocchi di pietra arenaria, squadrati, molto belli, anche se scomodi perché molto alti. Per questo motivo furono fatti rimuovere, negli anni ’70, e sostituire con un’insignificante scala di mattoni. Nessuno ha mai saputo che fine abbiano fatto quelle magnifiche pietre. L’interno della chiesa è a navata unica con volta a botte. Oltre all’altare maggiore con il coro alle spalle, costituito da nove scranni in legno lavorato, ci sono quattro altari laterali. Sopra l’ingresso c’è la cantoria in legno una volta provvista di un organo. Come si è accennato, il Cardinale volle anche lasciare per testamento una prebenda di 6000 scudi per il mantenimento di una Collegiata, composta da un arciprete, cinque canonici, un sacrista e un chierico, per un totale di otto ecclesiastici: dovevano curare la chiesa, celebrare nei giorni festivi. Come dimostrazione del suo immenso amore per la sua terra natale, ordinò che il suo cuore dopo la sua morte fosse custodito in un’urna di piombo posta in una cassetta di legno lavorato proprio in questa chiesa di San Gregorio. Anche il suo cappello di cardinale lo volle donare ai suoi concittadini.

Che cosa rappresentò per Montelparo il testamento del Petrocchini?
Indubbiamente un’enorme risorsa economica e non solo. Un tale fiume di denaro, giunto improvviso, su un piccolo paese che viveva delle scarse risorse agricole, migliorò le condizioni di vita della popolazione.

La costruzione della chiesa diede lavoro a molti, attirò artigiani da varie parti, creò un indotto non indifferente, permise la realizzazione di molte infrastrutture. Sicuramente il piccolo paese conobbe un periodo di floridezza e di espansione. Tanto denaro, però, non destabilizzò la piccola realtà contadina di Montelparo. Il comune era pronto a ricevere un investimento così rilevante in quanto aveva un’organizzazione politico-sociale ben definita e disponeva di statuti ed ordinamenti precisi e soprattutto le leggi applicate scrupolosamente.

Nel 2012 è stato ricordato, a Montelparo, l’anno della morte del Cardinal Gregorio Petrocchini. E’ il 2012, è stato uno di quegli anni difficilmente ripetibili e dimenticabili con tutte le manifestazioni religiose, culturali e rievocative che si sono susseguite nel ricordo di questo grande personaggio. Lo si potrebbe classificare proprio come un ANNO MEMORABILE! Culminato con la visita, a questo minuscolo paese, del Cardinal Angelo Comastri, all’epoca Vicario Generale del Papa per la Città del Vaticano e per le Ville Pontificie di Castel Gandolfo, arciprete della Basilica Papale di San Pietro in Vaticano e Presidente della Fabbrica di San Pietro.  Ed è quindi stato, anche per questo, un anno altamente impegnativo per le persone, per le Istituzioni Pubbliche Civili e Religiose e per le Associazioni del paese.  I festeggiamenti del 400° ANNIVERSARIO del Cardinal MONTELPARO-Gregorio Petrocchini  si sono conclusi con la messa in scena, sabato 29 dicembre 2012, de “IL CARDINAL MONTELPARO. UN MARCHIGIANO NELLA ROMA DI SISTO V°”! Scritta da Filippo Cruciani (Montelparese) e messa in scena dalla Compagnia Teatrale IL MURELLO di Montelparo, con la collaborazione di alcuni dei più grandi interpreti della Fita-Marche (Federazione Italiana Teatro Amatori). A rendere poi più affascinante ed emozionante la serata hanno contribuito altri due artisti montelparesi: Luca Lupi, compositore (con le sue musiche scritte in esclusiva per la commedia) e Letizia Ferracuti, soprano (con la sua stupenda voce, ha deliziato il pubblico con il Pater Noster scritto anche questo ed appositamente per l’evento da Luca Lup)i! Tutto questo proposto in uno spazio che più credibile di così (trattandosi di ricostruire uno spaccato di vita di un grande Agostiniano) non poteva essere: la Chiesa di SANT’AGOSTINO annessa al complesso conventuale omonimo!

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