La Colletta in Europa perché i cristiani restino in Medio Oriente

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ScoutDi Maria Chiara Biagioni

I cristiani d’Europa ci sono! Non abbandonano alla loro sorte i cristiani che vivono nelle martoriate terre del Medio Oriente. Le immagini sugli esodi forzati, le persecuzioni e le cronache sui diritti negati scuotono le coscienze e le anime. Dal Belgio alla Germania, dalla Francia alla Svizzera: un sussulto di solidarietà si è alzato in Europa rispondendo così ai continui appelli di papa Francesco per i cristiani perseguitati.

In Belgio, il grido di aiuto dei cristiani del Medio Oriente è stato accolto da tutte le Chiese cristiane del Paese. Insieme ortodossi, protestanti, evangelici si sono ritrovati in quell’ecumenismo di sangue che sta tracciando un cammino doloroso alla strada verso la loro piena comunione. “La Via della Croce dei cristiani d’Oriente”, si intitola l’appello comune che i leader della Chiese hanno lanciato alle loro comunità perché, dalla Domenica delle Palme alla celebrazione della Pasqua, si preghi e si organizzino collette di solidarietà. “Come commemorare la sofferenza di Gesù il Venerdì Santo e celebrare la sua Risurrezione senza pensare ai cristiani in Medio Oriente?”, si domandano i rappresentanti delle Chiese cristiane in Belgio nella loro dichiarazione congiunta. “Durante la Settimana Santa, ricordiamoci di questi testimoni della fede e dei martiri di tutte le tradizioni, in particolare di coloro che hanno perso la vita negli ultimi mesi in Medio Oriente”.

Per i suoi storici legami con il Medio Oriente, la Francia accoglie sul suo territorio migliaia di cristiani delle chiese caldea, greco-siriaca, greco-melkita. Presenti fin dagli anni Sessanta del secolo scorso, sono 10mila i caldei a Parigi e 3mila tra Lione e Marsiglia. Nell’ultimo periodo e con l’intensificarsi del conflitto, sono arrivati i rifugiati politici da Iraq e Siria. Sono 1.200 le persone provenienti dal Kurdistan: hanno ricevuto subito il permesso di soggiorno dal governo francese. “Sono per lo più famiglie traumatizzate – racconta monsignor Pascal Gollnisch, direttore dell’Oeuvre d’Orient – che non conoscono la lingua e hanno bisogno di aiuto”. Dalla Siria sono arrivati i greco-melkiti e sono stati accolti soprattutto a Marsiglia e a Parigi. Per raggiungere la Francia “hanno viaggiato moltissimo e trascorso giorni per strada, spesso anche sotto la neve. Arrivano sfiniti”. Ci sono tante persone in Francia che si sono mobilitate, aiutando per lo sbroglio delle pratiche amministrative, l’apprendimento del francese e la ricerca di un lavoro. “Nel Nord dell’Iraq – dice sconsolato Gollnish in partenza per il Kurdistan, dove vivrà con i cristiani del luogo il Venerdì Santo e la Pasqua – sono rimasti pochissimi cristiani per cui non è pensabile che la vera soluzione sia il loro esodo. La vera soluzione è trovare una via percorribile perché i cristiani di queste terre rimangano nelle loro case e coloro che sono emigrati possano ritornare in patria in piena sicurezza”. Che Pasqua sarà? “Tante volte – risponde Gollnish – ho sentito dire da loro: ‘Abbiamo perso tutto ma non abbiamo perso la fede in Cristo’. Per la fede in Cristo sono stati perseguitati. Non ho dubbi sul fatto che sarà una Pasqua vissuta nella fede e nella fedeltà fino alla fine”.

Anche la Svizzera sposa a pieno l’appello affinché i cristiani del Medio Oriente possano rimanere nelle loro terre e non essere costretti all’esodo. Qui la Colletta della Settimana Santa è sostenuta da anni dall’Associazione svizzera di Terra Santa e dalla Custodia francescana. “È con il cuore gonfio di tristezza – scrivono i vescovi – che guardiamo al Medio Oriente. Non possiamo non vedere l’emergenza degli sfollati, le violenze e le sofferenze di un numero troppo grande di persone. Ed è con grande preoccupazione che assistiamo al protrarsi dei conflitti; siamo profondamente delusi dal fatto che la disponibilità a trovare una soluzione dipenda fortemente dagli interessi di parte e da fattori politico-economici. Il senso di umanità, di responsabilità per la collettività, l’amore del prossimo, la libertà e la giustizia sono valori da rispettare anche e soprattutto in Medio Oriente, culla della nostra fede”.

In Germania, il ricavato della raccolta della grande Colletta per i cristiani di Terra Santa sarà gestito dall’Associazione tedesca di Terra Santa e dal Commissariato dei francescani. Ma la finalità è sempre la stessa: aiutare i cristiani a rimanere nelle loro case. In Inghilterra, invece, il vescovo Declan Lang, direttore del dipartimento della Conferenza episcopale per gli affari internazionali, ha incoraggiato i fedeli cattolici inglesi a “inviare i cristiani prigionieri di coscienza e difensori dei diritti umani, un messaggio di speranza questa Pasqua”. L’iniziativa è promossa dall’“Action by Christians Against Torture”, proponendo d’inviare una cartolina di auguri a una serie di persone che per vari motivi sono perseguitate, come un insegnante in carcere con un’accusa politica in Indonesia, un sacerdote vittima di minacce a causa della sua difesa dei diritti umani a Cuba e un parlamentare del Pakistan che sta rischiando la sua incolumità per parlare a nome delle minoranze religiose. (info:www.acatuk.org.uk/EastercardList2015.pdf).

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