La Francia approva l’eutanasia, insorgono medici e leader religiosi

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Via libera dell’Assemblea nazionale francese alla proposta di legge sul fine vita, che propone una “sedazione profonda e continua” per i pazienti in fase terminale. Una larghissima maggioranza, 436 voti a favore e 34 contrari, ha approvato il testo di legge presentato dai deputati Alain Claeys (Partito socialista) e Jean Leonetti (neogollisti, Ump).

La norma prevede una “sedazione profonda e continua” per i pazienti in fase terminale e rende vincolanti le “direttive” dettate dal paziente per rifiutare l’accanimento terapeutico. “Dormire prima di morire per non soffrire”: questo, in sintesi, lo spirito del nuovo progetto legislativo, secondo quanto riferito dallo stesso Jean Leonetti.

La legge già nelle settimane scorse ha rappresentato motivo di acceso dibattito nel Paese transalpino. In un appello pubblicato su Le Monde, 10 leader religiosi – tra cui il card. Philippe Barbarin (arcivescovo di Lione), François Clavairoly (presidente della federazione dei protestanti di Francia), mons. Emmanuel (metropolita ortodosso di Francia), Haïm Korsia (Gran rabbino) e Mohammed Moussaoui (presidente dell’Unione delle moschee di Francia) – contestano che la legge, di fatto, legalizza l’eutanasia mascherandola però con una dicitura vaga.

“Quando è questione di vita o di morte, la coscienza umana non trova pace se si continua a giocare con le parole”, si legge nell’appello. “La democrazia stessa non può che uscire indebolita dalla manipolazione di concetti così sensibili – prosegue il testo -. Ecco perché noi chiediamo che sia incoraggiato l’accompagnamento delle persone in fin di vita, garantendo allo stesso tempo che siano chiaramente protette dal divieto di uccidere. Il grado di umanità di una società si valuta da come vengono trattati i suoi elementi più fragili”. E ancora: “In nome di cosa si vuole introdurre il diritto di legalizzare un gesto di morte? Perché la persona in questione avrebbe perso la sua dignità umana? (…) L’uomo si sente in grado di distribuire – per sé o per gli altri – brevetti di umanità?”.

Insorgono anche i medici francesi. I quali hanno scelto Le Figaro per pubblicare una loro lettera in cui denunciano che il progetto di legge rovinerà il rapporto di fiducia tra medici e pazienti, rendendo i primi “esecutori” di “un ordine” dei secondi.

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