A tu per tu con Remigio Giannetti, della Pastorale Giovanile Diocesana

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Remigio

Di Floriana Palestini

DIOCESI – Avvicinandoci all’incontro promosso dalla Pastorale Giovanile e previsto per mercoledì 1° Aprile, abbiamo incontrato alcuni ragazzi che aiutano nell’organizzazione per conoscerli meglio.

Remigio da quale parrocchia provieni?
Sono della parrocchia Madonna di Fatima in Valtesino di Ripatransone.

Quali attività offre la tua parrocchia a giovanissimi e giovani?
Non abbiamo nessuna associazione, ci ritroviamo ogni venerdì sera dopo cena nelle case delle nostre famiglie-guida per gli incontri del dopo cresima per giovanissimi e giovani, oltre che naturalmente i campi invernali ed estivi.

Quando è cominciato il tuo percorso nella Pastorale Giovanile?
Circa un anno e mezzo fa all’incontro di Sichem a Montemonaco, quando ancora la Pastorale Giovanile era solo un’ idea da costruire…e soprattutto lanciare!

Di cosa ti occupi nella segreteria di PG?
Generalmente preferisco curare la parte riguardante l’animazione nelle celebrazioni o nelle attività come per esempio i cori e la parte musicale.

Papa Francesco, durante il recente viaggio alle Filippine, ha affermato che i giovani non devono diventare “giovani da museo”, ma uomini e donne saggi e capaci di piangere ed amare. Quanto pesa l’opinione degli adulti su ciò che i giovani fanno?
Nelle nostre realtà di tutti i giorni oramai è l’unica cosa che conta, purtroppo, dove si rimane solo con uno sguardo critico verso i giovani ma mai costruttivo e collaborativo, inducendo pertanto noi ragazzi a rivoltarci sempre contro il mondo “dei più grandi”.

Come vivi la fede?
Attraverso il servizio, che svolgo sia in questa segreteria che nella mia parrocchia; mi aiuta molto a farmi capire quanto conta davvero il sapersi offrire agli altri nel modo più gratuito e semplice possibile, naturalmente con tutti gli scogli che si presentano in questo cammino lungo ma molto bello.

Quali progetti serbi per il tuo futuro?
Costruirsi una famiglia: lo ritengo essenziale ma ancora dura da avviare considerando i tempi, ma di sicuro di continuare perseverando nel servizio che offro alla mia comunità ed in questa diocesi in qualsiasi modo possibile.

Il prossimo incontro della PG diocesana ha come titolo ‘servono ponti non muri. Beati i puri di cuore perché vedranno Dio’. Da dove è nata questa scelta e in cosa consiste l’incontro?
La scelta è scaturita dal discorso di papa Francesco nella GMG di Rio, che ha rilanciato le beatitudini come cammino per la prossima GMG a Cracovia. L’idea del ponte è arrivata dall’Ufficio Nazionale delle Pastorali Giovanili per ricreare quei collegamenti all’esterno delle mura della chiesa; Cupra, non a caso, è ricca di ponti, e nell’incontro i giovani e giovanissimi riscopriranno la beatitudine in cammini e specifiche differenti.

Di cosa si occupa la segreteria di PG?
La segreteria coordina tutte le attività diocesane con finalità rivolte ai giovani cercando di coadiuvare le realtà religiose presenti nel territorio e si pone anche l’obiettivo di collaborare con gli altri uffici diocesani.

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