Sant’Edigio alla Vibrata, torna la Passione di Cristo

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Print this page

Sant'Egidio alla Vibrata (1)Di Patrizia Testardi

SANT’EGIDIO ALLA VIBRATA – Ogni anno, da 18 anni, in piena Settimana Santa, Sant’Egidio vive con straordinaria intensità e propone a tutti i cittadini, una manifestazione di notevole interesse religioso.
È il racconto, secondo i vangeli, della passione, morte e resurrezione di nostro Signore Gesù Cristo, composti da scenografie alle quali si alternano gruppi di fedeli.
Nasce da un’idea del parroco di Sant’Egidio, don Tommaso Capriotti.
La manifestazione si terrà in due date: domenica 29 marzo a S.Egidio e la replica martedì 31 marzo a Piancarani di Campli.
Essa richiama sempre tanta gente, sia per l’emozione che riesce a trasmettere, sia per il momento forte di preghiera che essa rappresenta.
Questa rappresentazione è molto sentita perchè coinvolge l’intera comunità e tutto il paese, il quale si trasforma in una metamorfosi, con scenografie fedelmente ricostruite, nella Gerusalemme di duemila anni fa.
Molti santegidiesi, professionisti, commercianti, artigiani, agricoltori, casalinghe, studenti, bambini, anziani … dismettono i panni abituali della propria professione e attività, per assumere quelli dei personaggi dei vangeli in abiti tradizionali: Gesù, Caifa, sommi sacerdoti e giudei, Pilato e soldati romani, pie donne. Unica nel suo genere, inserita tra le più importanti manifestazioni della Settimana Santa la sacra rappresentazione viene ogni anno riproposta in forma sempre più dettagliata e curata, grazie ad una continua attività di ricerca presso le fonti evangeliche e storiografiche. Nell’organizzazione dell’evento, in questi ultimi 5 anni, c’è anche l’amministrazione comunale che mette a disposizione piazze e strade per la riuscita della manifestazione stessa.
In questi ultimi due anni abbiamo creato un gemellaggio con la parrocchia di San Paterniano di Piancarai di Campli.
I promotori di queste ultime edizioni sono, Patrizia Testardi, Tito Galiffa, Alessandra Moretti, Dino Giovannini ,Lory de Berardinis, Fabrizio Alesiani, Mariagrazia Stefanelli. Autrice dei testi Patrizia Testardi che cura altresì la regia ponendo attenzione e dando risalto soprattutto all’interpretazione, messa a punto di scene e musiche, utilizzando brani tratti e rielaborati da colonne sonore di celebri film e con ripetute prove. Interverranno più di 130 figuranti, tra bambini, giovani, adulti e anziani, oltre a costumiste, sarte, scenografi, tecnici luci, muratori e carpentieri; è quindi coinvolta tutta la comunità santegidiese e non. La rappresentazione si svolgerà in punti prestabiliti articolata in due parti: la prima parte con le scene dell’ultima cena, l’orto del Getsemani, l’agonia di Gesù nei processi davanti il sinedrio, da Erode e il pretorio di Ponzio Pilato; la seconda parte con la salita al calvario lungo un percorso che conduce dalla piazza principale del paese, fino ad arrivare accanto alla chiesa parrocchiale, dove si concluderà in tutta la sua drammaticità con la scena della crocifissione e deposizione.

Per citarne qualcuno: Alessio de Santis nella parte di Gesù, nella parte di Maria, Antonella Farinelli insieme alla Veronica, Federica Fagnano. Maurizio di Giacomo autorevole interprete del sommo sacerdote Caifa, Altero Iannetti nella parte del centurione, Re Erode interpretato da Berardo Ferretti, Ponzio Pilato Giovanni Tempestilli. Questa rappresentazione ha l’intento di provocare nello spettatore emozioni profonde ma, oltre la dimensione di spettacolo, di far vivere un momento religioso di meditazione e di fede celebrando cristianamente la Passione del Cristo. È un modo ideale di portare la Passione di Gesù a ciascun credente. L’obiettivo è quello di proporre un incontro di riflessione e spiritualità sul tema della fede; il fine è quello di entrare nello spirito della Settimana Santa, vivendo con intensità la propria fede.

Dal mese di novembre /dicembre si crea questo momento di aggregazione e condivisione per la preparazione e le prove.
Nata come semplice evento scenografico ha assunto sempre più, col passare degli anni, il senso del raccoglimento e della meditazione sugli episodi finali della vita di Gesù che, con la sua morte e resurrezione, ha dato un senso diverso alla storia degli uomini.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *