La profondità dell’incontro con la Prof.ssa Rosanna Virgili

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Rosanna Virgili

Dalle Sorelle Clarisse

DIOCESI – Una voce di donna  calda e pacificante ha vibrato nella nostra piccola cappella nei giorni 12,13 e 14 marzo scorsi.
La voce ha un nome: prof.sa Rosanna Virgili, biblista, che ha accompagnato noi monache e un po’ di persone, nel cammino di conoscenza e approfondimento del Vangelo di Marco.

Il titolo degli incontri “Gente di periferia”, faceva eco alla voce di Papa Francesco che continuamente ci sta invitando ad uscire per incontrare le periferie.

Abbiamo incontrato l’estrema periferia, il centurione romano, che sotto la croce riconosce Gesù come Figlio di Dio, un uomo lontano dalla religione giudaica, dalle tradizioni del tempio, possiamo dire un pagano: ebbene proprio un lontano, sa riconoscere il Figlio di Dio, nel momento della morte, a dispetto di tutti quelli, noi compresi, che ci consideriamo vicini, e per i quali, probabilmente l’idea che abbiamo di Gesù diventa un diaframma che offusca.

Ci siamo imbattuti con l’indemoniato nella sinagoga, con la suocera di Pietro, con gli apostoli che vengono inviati a due a due: nessuno è missionario da solo, perché il fratello che viene con te ti completa, si diventa parte l’uno dell’altro, si diventa comunione, Chiesa.

E siamo arrivati alla periferia più profonda e grande che è Gesù stesso,  il quale si presenta come un Dio diverso da quello che gli apostoli, ma anche i sommi sacerdoti, i farisei, attendevano. Gesù è un Dio servo, e soprattutto bisognoso degli apostoli, la sua nuova famiglia, chiamati sì, per annunciare, ma anche perché stessero con Lui. Scopriamo, soprattutto nei capitoli che riguardano la Passione, un Dio che non ce la fa da solo e chiede aiuto, conforto, ricevendo come risposta un allontanamento: Gesù è sempre più solo, abbandonato anche dal Padre suo; e quel grido sulla croce ci fa rabbrividire: Dio mio, Dio mio perché mi hai abbandonato, perché resta senza risposta.

Quel grido è la sua richiesta di essere ospitato nella nostra vita, di credere in un Dio, che come dice Papa Francesco è venuto a servirci.

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