Grottammare, il significato del “Cristo morto”

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cristomorto3GROTTAMMARE – Il 3 aprile si avvicina e allora torniamo alla nostra descrizione stoica del “Cristo morto”, Sacra Rappresentazione che si tiene ogni 3 anni a grottammare, risalente al 1738. (Segue dalla precedente puntata ) Grottammare, partita la grande “macchina” del Cristo Morto

”Qualche anno dopo vengono inseriti i cantori del Miserere che in un’atmosfera di commozione unica fanno riecheggiare le parole del salmista Davide. Il Cristo Morto rappresenta il popolo nella sua contrizione, che invoca la clemenza Divina per il crimine commesso nei confronti del Suo Unigenito Figlio.
A Grottammare vengono prelevate la Sacra Bara e le Immagini della Madonna Addolorata, S.Giovanni Evangelista, della Veronica e della Maddalena.
La Sacra Rappresentazione ha inizio alle 21,00. I figuranti si radunano in Piazza Peretti, sul sagrato della Chiesa di S.Giovanni Battista.
Il corteo prende forma all’inizio di Via Sant’Agostino, davanti all’omonima chiesa cinquecentesca.
Qualche saluto tra i figuranti, poi passa qualcuno che ricorda la drammaticità dell’evento e sollecita la compostezza più rigorosa.

A poco a poco, scende il silenzio e si sente solo il fruscìo delle vesti e qualche suono metallico delle armi ,degli zoccoli dei cavalli e il trascinare delle catene del figurante che impersona Cristo, mentre prende posizione. Il corteo è finalmente composto: tutti sono entrati nella parte e attendono di partire: Tutto ha inizio.
Precede il corteo: Una bianca cavalcata di soldati romani con le insegne imperiali, che a ritmo cadenzato e lentamente procede gravemente. Essa ripercorre la salita al Monte Calvario che precede l’esecuzione di Gesù; Ecco altri quattro soldati, questa volta a piedi, che suonano le lunghe e scintillanti trombe romane, le “chiarine”; Il suono degli strumenti rappresenta la potenza romana sconfitta dal trionfo di Cristo; Con commozione dei presenti, arriva il vessillo più povero, drammatico e austero di tutto il corteo, ma il più bello e significativo: la nuda Croce. Procede issata da un confratello dell’Addolorata. La Croce è nera, essenziale e maestosa nel suo isolamento: ci ricorda la solitudine di Cristo durante la Passione. Viene avanti il 1° coro delle Pie Donne, formato dalle bambine avvolte nei lunghi veli di tulle nero. Davvero drammatica la partecipazione di questo piccolo coro a lutto, che canta: “A patir la cruda morte…..” . Ecco il “clou” della sacra Rappresentazione: il Cristo, in veste rossa, con la pesante Croce sulle spalle e i piedi incatenati, scortato da un piccolo drappello di soldati graduati a piedi, guidati dal loro decurione, armati di gladio ( la corta , ma micidiale spada dei romani ), di lancia ( una di esse colpì il costato di Gesù ) e lo scudo; Arriva il Cireneo, in vesti orientaleggianti. Dopo la sacra Rappresentazione, ha inizio la Processione vera e propria , aperta da sacconi con torce fiammeggianti nella notte: Ecco i Sacconi, della Confraternita aggregata della “Buona Morte”;
Un saccone porta il simbolo della passione stessa: il CALICE, rappresentante l’amaro Sacrificio di Gesù per l’umanità;Un altro saccone porta LA BORSA maledetta di Giuda, con quei trenta denari che servirono per comprare il Tradimento, ma che poi Giuda getterà ai piedi della sua forca, quando si suicidò. Ecco LE FUNI, che legarono Gesù quando venne issato sulla Croce. IL SASSO, che colpì il Suo Volto;

( Prosegue nella prossima puntata)

Susanna Faviani

Giornalista pubblicista dal '98 , ha scritto sul Corriere Adriatico per 10 anni, su l'Osservatore Romano , organo di stampa della Santa Sede per 5 anni e dal 2008 ad oggi scrive su L'Avvenire, quotidiano della CEI. E' Docente di Arte nella scuola secondaria di primo grado di Grottammare.

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