Martinsicuro, A tu per tu con Mariagrazia “Mitsu” Petrino, fumettista

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Maru

 

Di Rossella Di Donato

MARTINSICURO – C’è una giovane insegnante nell’Istituto Comprensivo Pertini di Martinsicuro, dal sorriso aperto e lo sguardo timido ma schietto; la caratterizza una grande umiltà: è un’insegnante di sostegno molto brava, competente e soprattutto attenta ai bisogni dei suoi alunni.
Con loro riesce ad essere tanto dolce quanto ferma e decisa nell’indicare le regole della buona convivenza .
Una ragazza semplice, acqua e sapone, jeans e scarpe da tennis con una passione per i fumetti, i cartoni animati e i manga…

Mariagrazia Mitsu Petrino, chi è?
Mariagrazia…una persona normalissima, sognatrice, che adora la musica e i cartoni animati, i fumetti e ama disegnare.
Sono nata a Giulianova il 9 gennaio 1976 e attualmente vivo a Villa Fiore. Lavoro come insegnante di sostegno nell’ITC di Martinsicuro e non ho appena ho tempo disegno, creo, invento guidata dalla mia fantasia.

MITSU perché,cosa significa?
“Mitsu” deriva dal nome di un samurai,il cui nome completo è Heishiro Mitsurugi personaggio giapponese di un famosissimo video game “Soul Calibur” che da piccola amavo moltissimo.
A “Mitsu” sono legata, poi, in modo particolare perché è con questo nome che Cristina D’Avena, 12 anni fa, mi ha conosciuta e mi ha sempre distinto nel tempo tra le tantissime “Mariagrazia” che conosceva.

La passione per il disegno, o meglio, per il fumetto è nata quando?
L’amore per l’arte mi è stata trasmessa, probabilmente, dal mio prozio pittore giuliese, Mario Lupo, che è stato molto famoso nella zona di S.Benedetto e Grottammare.
Di mio zio in realtà non posso raccontare grandi storie perché ero troppo piccola ma ricordo come un sogno quando andavamo a trovarlo nel suo studio… le sue tele, alcune incomplete, i colori ad olio sul tavolo, i gessetti, gli stracci sporchi di colore e quel profumo che non dimenticherò mai…il profumo dell’arte.
Ero affascinata da quell’ambiente, come lo è un bambino che vede qualcosa di sorprendente e rimane a bocca aperta. Purtroppo non ho potuto vivere l’arte di mio zio perché appunto ero piccola, quando sono cresciuta lui non c’era più per insegnarmi quello che avrei voluto imparare. Mi ha lasciato una grande profondità nei suoi quadri, in quei gabbiani dipinti, presenti in ogni suo quadro, che più di tutti raccontano la speranza e mi trasmettono la bellezza di essere artisti.
Poi c’è il legame con i cartoni animati. Io e le mie sorelle abbiamo imparato a leggere giocando con i cartoncini A4 che mia madre, anch’essa insegnante di sostegno, aveva disegnato per facilitare la lettura ai suoi alunni e sui quali erano riprodotti i personaggi dei cartoni animati e i loro nomi, ognuno nei tre caratteri di scrittura: maiuscolo, minuscolo e corsivo.
E’ un ricordo davvero bello della mia infanzia. Insomma mia madre sui cartoni animati ci ha costruito una vera e propria didattica. Crescendo non ho mai abbandonato l’affetto per alcune serie e per alcuni personaggi; non considero e non ho mai considerato il cartone animato una “cosa da bambini” soprattutto quando ho scoperto il lavoraccio che c è dietro. Tra l’altro ancora oggi fumetti e cartoni animati sono usati per trattare vari argomenti sapendo che è un potente canale di comunicazione per attrarre i più piccoli.
Io ho imparato a disegnare trascorrendo ore davanti alla tv e mandando avanti e indietro con il video registratore le scene di azione dei cartoni animati ed è così che ho imparato come si muovono i personaggi, e che per esempio per far correre un personaggio servono solo 3 disegni che poi vanno ripetuti.
Ho trascorso pomeriggi interi a copiare i disegni di Walt Disney; ho letto fumetti da Toplino a Dylan God, Tex, Diabolik… poi, quando sono arrivati i manga, è stato amore a prima vista.

Come sei arrivata alla pubblicazione del tuo fumetto? So di progetti ambiziosi che ti rendono orgogliosa…ce ne fai participi?
Premetto che ho iniziato da autodidatta, disegnando sui banchi di scuola e passando le ore a copiare i disegni. Poi crescendo ho sentito la necessità di approfondire quello che avevo imparato da sola e ho frequentato per 5 anni la scuola del fumetto Adriatica a Martinsicuro che mi ha permesso di conoscere le reali tecniche e regole necessarie per la struttura di una tavola e quindi di un fumetto. Il Piccolo Maru Maru invece è nato due anni fa in una calda mattina di agosto mentre mi trovavo sul treno in viaggio per andare in vacanza. Ricordo che mi stavo annoiando tantissimo e che mi ero messa a copiare un pupazzetto da un fumetto che avevo con me e mentre lo abbozzavo in realtà lo stavo già trasformando, aggiungendo dettagli e caratterizzandolo in modo divertente.
Ed è nata la prima bozza di Maru Maru…un draghetto un po’ goffo ma molto simpatico. Poi è nata la prima tavola di Maru Maru dove il draghetto viene colpito da una pallina da baseball.
Tutto molto casuale. A me faceva ridere tantissimo e ho riscontrato subito successo all’interno della scuola del fumetto, dove è nato il progetto di continuare con queste tavole, tutte con la pallina da baseball che tormentava il povero draghetto. Ho lasciato poi la scuola del fumetto per cercare la vera strada del mio personaggio. Io e Maru ne abbiamo vissute tante prima di veder coronato il nostro sogno.
Devo ringraziare il Lucca Comics and Game, che si svolge ogni anno a Lucca, fiera prestigiosa ed internazionale, che offre davvero tante opportunità e la possibilità di fare incontri importanti a 360 gradi. Dopo aver partecipato al Lucca Comics per 12 anni come appassionata posso senz’altro affermare che si tratta di un’esperienza straordinaria.
Due anni fa, proprio in occasione del Lucca Comics and Games 2013 ho avuto modo di incontrare la squadra delle Nuove Pantere di Lucca e li è nato un sogno… quello di rendere Maru protagonista di un fumetto che insegnasse il Baseball ai bambini.
Non mi aspettavo certo che da li a un anno questo sogno si trasformasse in realtà. Questo è stato possibile perché nel frattempo ho conosciuto la casa editrice della Teke che è stato l’anello di congiunzione tra me, il mio sogno e la Federazione del Baseball e che si è resa disponibile a pubblicare sia il volume delle Strips in una bellissima veste adatta per i bambini perché in formato A4 e con all’interno una parte da colorare sia il progetto della Fibs di creare un manuale vero e proprio a fumetti per insegnare questo bellissimo sport ai bambini.
Così, esattamente un anno dopo dall’inizio del sogno, a novembre 2014, Maru Maru è stato presentato durante il Lucca Comics, nel Family Palace (dedicato interamente ai bambini e dove per due anni sono stata ospite per far conoscere il mio draghetto) come “mascotte” testimonial di tutte le attività giovanili della Fibs Federazione Italiana Baseball e Softball. In modo parallelo Maru Maru sta vivendo anche una vita Multimediale grazie alla Corebook di Perugia inizialmente con un cd di giochi contenuto nel manuale per avvicinare i bambini al baseball e siamo gia in lavorazione per animare le strips. Ora facci conoscere meglio il tuo personaggio…
E’chiaro che in Maru Maru c’è tutta me stessa: c’è il sogno di una bambina che sognava sui banchi di scuola di diventare una disegnatrice di fumetti, c’è la mia parte infantile che rivive nelle fiere e sotto i palchi dei grandi interpreti delle sigle animate, c’è il mio essere un po’ comica ed divertente, ma c’è anche il mio essere insegnante di sostegno e di affrontare la vita e i suoi problemi guardando le cose da un altro punto di vista, c’è l’empatia con i bambini, la mia sensibilità e le mie emozioni che si esprimono quando disegno. Maru, quindi, si presenta come un mio piccolo “avatar” simpatico ed esilarante che ha il solo scopo di far sorridere i bambini di tutte le età, partendo dai piccolissimi, e di tutte le culture.
Sembrava un essere banale, ma si è rivelato internazionale come se questo draghetto muto in realtà parlasse in un altro linguaggio ai suoi lettori: a chi non sa ancora leggere, a chi ha un difficoltà nella lettura, a chi non conosce la nostra lingua. Quando ho disegnato le tavole di Maru Maru non mi sono posta il problema dei dialoghi: il segno, il movimento, la situazione divertente…parlava da sé, non aveva bisogno di altro. Anche la sintesi in 3 vignette, difficilissima se uno ci pensa, fa in modo che questo fumetto si legga facilmente. A questa sintesi probabilmente sono arrivata con la voglia di comunicare qualcosa di veloce e bello, l’elaborazione finale di un lungo percorso che ha accompagnato tutta la mia vita e le mie esperienze.

Il tuo rapporto con la Maria Piena di Grazia?
Il mio rapporto con Maria Piena di Grazia? Secondo voi? Considerando che il mio onomastico è il 2 luglio, nel giorno della Madonna delle Grazie… dico solo che ho una grande gratitudine verso Maria per questo bellissimo dono che mi ha fatto, non solo per me ma per tutti, per tutte le persone che per tanto o poco tempo hanno incrociato la mia vita e la mia persona. Di grande amore per avermi aiutata le tante e tante volte in cui sono stata sul punto di rinunciare al mio sogno, per avermi dato sempre il coraggio di ricominciare e di avermi accompagnata nella realizzazione di questi miei progetti. E’ di certo una presenza costante nella mia vita, un rifugio per le mie preoccupazioni, una mano forte da afferrare perché so di non poter contare solo su me stessa.

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