Moderno Icaro il sole sia con te

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SolarProprio come un uccello ad ali spiegate, per compiere il giro del mondo in… 5 mesi, un po’ più degli “80 giorni” a cui ci aveva abituato Jules Verne. È cominciato da Abu Dhabi, questa mattina alle 7.12 ora locale (4.12 italiane), il viaggio avventuroso del Solar Impulse 2, il primo aereo alimentato esclusivamente ad energia solare che, se tutto andrà bene, lascerà il mondo a bocca aperta. Obiettivo? Circumnavigare il globo terrestre, percorrendo circa 35mila km in 12 tappe. La prima è stata fissata a Mascate, capitale del sultanato dell’Oman; un viaggio di circa 12 ore per coprire poche centinaia di chilometri (un aereo di linea di solito ci mette 50 minuti) che si spiega con la bassissima velocità di crociera, tra i 50 e i 100 chilometri orari. Ma come suggerisce la saggezza proverbiale, “chi va piano…”. Dopo l’Oman, il Solar Impulse 2 raggiungerà India e Birmania, per poi affrontare la tappa più lunga del viaggio: cinque giorni consecutivi di volo per un solo pilota, incaricato di attraversare il pacifico da Nanchino, in Cina, fino all’arcipelago americano delle Hawaii.
L’innovativo velivolo riesce a volare grazie all’energia accumulata nelle sue 17mila celle solari, poste sulle sue ali di 72 metri, lunghe quasi come quelle di un Airbus A380. Solo che il Solar Impulse 2, interamente realizzato in fibra di carbonio, pesa solo 2,3 tonnellate, vale a dire meno dell’1% del peso di un A380.
A cimentarsi con questa impresa due ardimentosi piloti svizzeri, André Borschberg e Bertrand Piccard. “Questo progetto è una sfida umana”, ha commentato entusiasta Borschberg. “Vogliamo condividere la nostra visione di un futuro pulito”, ha aggiunto Piccard, sottolineando l’intento di contribuire con questa iniziativa alla lotta contro i cambiamenti climatici. “Inoltre – ha fatto sapere il pilota – il pubblico potrà seguire in diretta tutto ciò che facciamo nella cabina di pilotaggio e nel centro di controllo della missione a Monaco”, attraverso il sito dedicato (solarimpulse.com). Non vediamo l’ora di accompagnare con lo sguardo stupito, e anche un po’ di patema d’animo, la trasvolata dei nostri due “Icaro” contemporanei, con l’augurio sincero che l’enorme abbuffata di calore solare… non bruci loro le ali! Buon viaggio!

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