Enedina Casimirri Lucidi, “diamo voce ai piccoli imprenditori”

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Casimirri

Di Sara De Simplicio

SANT’EGIDIO ALLA VIBRATA – Continua la nostra serie di interviste ai piccoli imprenditori della nostra diocesi Clicca qui per leggere le precedenti

Chi percorre via Roma, a Sant’Egidio alla Vibrata, non può non gettare lo sguardo sulle lucenti vetrine del numero 51, sede della storica azienda Casimirri, che da sempre domina una delle vie principali del paese.

Ad aprirci le porte di quella che ormai è una delle più longeve e affidabili attività commerciali abruzzesi sono stati i titolari stessi, la dott.ssa Enedina Casimirri Lucidi, moglie di Vincenzo Casimirri, e il loro figlio Riccardo, oggi rappresentante della quarta generazione della famiglia che, negli ultimi anni dell’800, diede inizio ad un’azienda destinata poi ad entrare nella storia di questo paese (e non solo); abbiamo chiesto loro di parlare delle origini dell’azienda, di illustrarci l’attuale situazione, nonché i suoi prossimi progetti.

Sig.ra Enedina, ci racconti come e quando nacque l’azienda Casimirri.
“Tutto nacque nel lontano 1892 quando il nonno di mio marito, Vincenzo Casimirri, ispirato dai tanti mandorleti presenti nel nostro territorio, decise di metter su quella che fu la prima vera azienda artigianale della zona. Dopo alcuni esperimenti, l’azienda dolciaria prese avvio: Vincenzo acquistò le prime caldaie dette “bassine” che producevano dei dolcetti rudimentali, che confetti ancora non erano. Poi man mano l’azienda crebbe e diede lavoro a tantissime persone, anche a molte donne. Inoltre il confettificio, di cui abbiamo già festeggiato il centenario, ha ottenuto in passato anche importanti riconoscimenti, tra cui quello dell’Esposizione Internazionale delle Confetture di Genova, dove nel 1924 gli fu assegnato il Diploma di Gran Premio e Medaglia d’Oro”.

Sig. Riccardo, lei cosa ci dice a proposito del passato dell’azienda?E a proposito del momento presente? Cosa è rimasto inalterato nel tempo?
“In primis, non so se tutti sanno che la nostra azienda è stata a suo tempo l’inventrice dei cosiddetti “sassi d’Abruzzo”, ideati con lo scopo di far respirare l’attività durante il periodo di stallo per il settore matrimonio, e cioè coprire i mesi tra Settembre e Dicembre.
Quello che lega passato e presente del confettificio Casimirri è sicuramente la produzione artigianale: ancora oggi, infatti, non esiste all’interno della fabbrica alcun sistema elettronico o meccanico che sostituisca i vecchi metodi; certo oggi le antiche “bassine” sono state sostituite da strumenti più grandi ma volutamente abbiamo detto no all’introduzione, ad esempio, dello spruzzatore meccanico dello zucchero. Da sempre, dunque, l’impronta dell’azienda è stata quella di lavorare il confetto artigianalmente al fine di avere un prodotto sempre fresco, di massimo due giorni prima. C’è da dire, infatti, che Casimirri nasce proprio come confettificio e che le dinamiche del mercato hanno reso poi necessario ampliare il business e  includere nella vendita anche bomboniere e abiti per gli sposi. Questo settore, però, è un po’ in calo negli ultimi anni dato che anche i matrimoni sono vertiginosamente diminuiti: la crisi ha dunque maggiormente colpito qui. Per il resto, a premiarci è stata la qualità, altra caratteristica imprescindibile per i nostri prodotti:  i nostri più importanti rivenditori, tra cui anche il celebre Caffè Greco in via Condotti a Roma, non hanno mai pensato, infatti, di rinunciare alle nostre produzioni e alla loro alta livello”.

E sul futuro prossimo dell’azienda cosa ci vuol dire?
“Innanzitutto, per far conoscere la nostra “arte” abbiamo pensato di aprire, a breve, le porte dell’azienda al pubblico e mostrare le varie fasi di produzione dei confetti.
Inoltre, saremo presenti, anche se indirettamente, all’Expo di Milano grazie a Illy Cafè per il quale abbiamo ideato, dopo anni di lavoro ed esperimenti, una pralina molto speciale, con un 100% di arabica sia di estratto sia di caffè espresso. E’ certamente una nuova e imprevedibile sfida ma l’opportunità è troppo grande per non essere sfruttata al meglio! Siamo pronti a continuare sulla via segnata dai nostri antenati: la nostra è un’antica tradizione da trasmettere e da non smentire”.

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