Mattarella a Bruxelles, dove si garantisce un futuro ai giovani

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mattarellaLa crisi e la necessità di far ripartire economia e occupazione; Libia, Califfato e minaccia terroristica; il conflitto in Ucraina; i problemi della Grecia e la stabilità dell’area-euro. Senza trascurare gli sbarchi di profughi sulle coste italiane, tema che dev’essere “affrontato a livello comunitario”. E, non di meno, la necessità di rafforzare l’integrazione politica europea per affrontare le sfide globali. Il blocchetto dei cronisti che seguono il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nella sua tappa a Bruxelles si riempi di appunti. Nel suo primo viaggio all’estero, il Capo dello Stato ha inserito una giornata presso le istituzioni Ue (come peraltro aveva fatto Papa Francesco lo scorso 25 novembre).
Mattarella ha trovato, il 3 marzo, un’accoglienza particolarmente calorosa fra i suoi interlocutori: il presidente dell’Europarlamento Schulz, l’Alto rappresentante per la politica estera Ue Mogherini, il presidente del Consiglio europeo Tusk, quello della Commissione Juncker, i reali del Belgio. Tanti elogi all’Italia per gli sforzi che sta compiendo per le riforme. Lo stesso Mattarella ha ammesso di aver riscontrato “molto apprezzamento per ciò che l’Italia sta facendo e molta fiducia nella sua posizione”.
L’inquilino del Quirinale si è sentito persino dire da Martin Schulz – a proposito dell’impegno nazionale sul fronte dell’emergenza sbarchi nel Mediterraneo – che l’Italia è una “democrazia umanitaria”.
Mattarella ha fra l’altro incontrato i deputati italiani al Parlamento Ue, sottolineando il valore fondamentale dell’istituzione eletta a suffragio universale, voce dei popoli ed emblema delle “diversità” che compongono il mosaico-Europa sul piano storico, sociale, culturale, religioso… “Bisogna ricordare sempre che al Parlamento europeo si svolge e si realizza una gran parte delle politiche che garantiscono un futuro ai nostri giovani”, ha ribadito il Presidente.
Il tutto nella stessa giornata in cui un eurodeputato, Matteo Salvini, spiegava – con pacatezza e garbo istituzionale – che “a Bruxelles c’è ben di peggio di Mussolini; non hanno l’olio di ricino ma hanno spread e finanza e fanno peggio del fascismo”.
Per fortuna a Bruxelles c’era Sergio Mattarella a rappresentare gli italiani.

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