FOTO Acquaviva Picena, festa degli anziani, Vescovo Carlo: “Tutti noi abbiamo qualcosa da dare, e dobbiamo continuare a darlo agli altri”

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Di Alessandra Mastri

ACQUAVIVA PICENA – L’Associazione Culturale “San Francesco” ha organizzato, con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale di Acquaviva Picena, la Festa dell’Anziano che ha avuto luogo domenica 22 febbraio.

La festa, inserita all’interno della manifestazione “jeme a cantà Sant’Antonie“, si è svolta secondo il seguente programma: alle ore 11:15 si è tenuta la celebrazione della S. Messa per la festa dell’Anziano, presieduta dal Vescovo Carlo, presso la chiesa parrocchiale San Niccolò di Bari; è poi seguito il pranzo offerto agli ultra 65enni presso il Ristorante “La Fonte” di Offida

Vescovo Carlo Bresciani: “L’inizio della Quaresima ci presenta, nel brano del Vangelo appena proclamato, Gesù che va nel deserto, dove viene tentato per 40 giorni. Questo periodo è la preparazione di Gesù per la missione che il Padre gli ha affidato.

I motivi per cui Gesù va nel deserto a prepararsi sono due. Innanzitutto per confrontarsi profondamente con se stesso, togliere cioè tutto ciò che sa di distrazione, incontrarsi a tu per tu con Dio. Il deserto è vuoto di tutto, è un luogo dove ci si domanda cosa resta della nostra vita: solo sabbia o Dio? Nel deserto non posso porre la mia fiducia in nient’altro se non in Dio. Il deserto serve a richiamare la relazione fondamentale che ciascuno di noi ha con Dio: può sparire tutto, ma questa relazione con Lui resta, ecco il senso dell’alleanza di cui ci ha parlato la Prima Lettura.

Il secondo motivo è che Gesù viene tentato. Satana ha il coraggio di tentare perfino Gesù, e Lui vince le sue tentazioni. Ciò che importa non sono le cose materiali, il potere, ma la realtà di Dio: “non di solo pane vive l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”. Gesù vince le tentazioni per Lui e per noi, e ci insegna che non c’è nessuna tentazione che non possiamo vincere se stiamo con Dio; il male non è più forte di Dio, se noi crediamo in Lui. Il cammino verso Dio comporta il superare le tentazioni, che tutti abbiamo, che toccano la nostra vita e a volte ci umiliano, ma anche Gesù le ha affrontate: non possiamo pensare che il cammino verso Dio, siccome siamo cristiani e battezzati, ne sia privo.

Dopo che Gesù è stato nel deserto, torna in Galilea e proclama il Vangelo. Se vogliamo usare le parole del nostro Papa Francesco potremmo dire che ci troviamo davanti a Gesù che “va in uscita”. Gesù va davanti a persone che si credevano giuste, frequentavano la sinagoga tutti i sabati, studiavano la Scrittura, a dire  che si devono convertire. Gesù si mette di fronte agli altri con il coraggio della predicazione della Parola di Dio: questo vuol dire andare in uscita.

Gesù si confronta nel deserto, rimette al centro della sua vita Dio. Lui è un figlio, e un figlio non può dimenticare il rapporto con il Padre, tutto comincia da lì. Poi annuncia il Regno di Dio, e lo fa davanti a coloro che poi lo contesteranno; infatti appena arriva a Cafarnao, dove era conosciuto, reagiscono tentando di buttarlo giù da una rupe, perché quello che afferma non è comodo. La Parola di Dio a volte è un po’ scomoda, perché ci mette di fronte alle nostre false sicurezze, a volte anche a quel perbenismo che è dentro ciascuno di noi.

Quello che Gesù ha detto a suo tempo alle persone della Galilea, adesso lo dice a noi: “convertitevi e credete al Vangelo!”. Cosa vuol dire convertirsi? Da cosa devo convertirmi io?o forse penso che riguardi soltanto gli altri, quelli che non vengono in Chiesa o che non credono? Certo, riguarda anche loro, ma è per loro o per noi? Quando ci poniamo queste domande, entriamo nel cammino quaresimale.

“Chiesa in uscita”. Uscire è il primo verbo del futuro Convegno Nazionale Ecclesiale di Firenze, al centro della prima domenica di Quaresima anche per la nostra Diocesi. La domanda diventa: terminata la Messa, cosa porto dentro la mia casa, alla mia famiglia, dentro le mie relazioni, da questa Celebrazione? Ho incontrato il Signore, ho ascoltato la Sua Parola, questa conversione come la porto oggi dentro la mia famiglia? Ricordiamoci di Gesù che va e predica, anche noi siamo in uscita.

Oggi stiamo celebrando la giornata degli anziani. Una persona non è fuori dalla comunità, perché è anziana! Da anziani avete le vostre tentazioni da affrontare, come tutti, ma cosa avete da portare dentro la comunità, cosa avete da continuare a donare perché il vostro cammino verso Dio sia vero?
Se ci facciamo queste domande, la Parola di Dio non resta astratta, inizia a toccarci dentro, ed è quello che Gesù vuole per il nostro bene, lo vuole perché noi cresciamo giorno per giorno nell’amore di Dio, non soltanto con il pensiero, ma nella concretezza della nostra vita. Tutti noi abbiamo qualcosa da dare, e dobbiamo continuare a darlo agli altri; se Gesù ci dice oggi, che al centro di tutto c’è Dio, vuol dire che dobbiamo riscoprire questa nostra relazione con Lui se vogliamo portarla all’uscita della Chiesa, quando siamo al lavoro o con gli amici.

Convertitevi e credete. Facciamo in modo che la prossima settimana questi due verbi, esortativi ed imperativi, risuonino dentro la nostra mente e chiediamoci cosa significano per noi. Il Signore ci aiuta a capire che abbiamo davanti un pezzo di strada bello da fare insieme, per crescere sempre di più come Chiesa, come comunità, in un amore che diventa molto concreto e allo stesso tempo accresce ulteriormente la gioia di stare insieme”.

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