Parlamento UE: Azioni per prevenzione terrorismo. Regole su sicurezza alimentare

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Lotta al terrorismo e sicurezza alimentare: sono due dei temi sui quali si è espresso l’emiciclo di Strasburgo. Con una risoluzione votata ad ampia maggioranza (532 sì, 136 contrari e 36 astensioni) gli eurodeputati chiedono la creazione “di programmi di de­radicalizzazione!, “l’intensificazione dei controlli alle frontiere esterne dell’area Schengen” e “un migliore scambio di informazioni tra gli Stati membri, al fine di proteggere l’Unione da attacchi terroristici e, allo stesso tempo, tutelare i diritti dei cittadini”.

Si invitano quindi ­ alla vigilia del Consiglio europeo di domani che tratterà anche il tema del terrorismo ­ gli Stati membri “a far avanzare più rapidamente i lavori sul pacchetto legislativo per la protezione dei dati personali, in modo che tali negoziati possano procedere parallelamente a quelli sulla proposta sul sistema Ue di condivisione dei Passenger Name Record” (Pnr).

Il testo chiede un approccio articolato per affrontare la “radicalizzazione”, invitando gli Stati membri a investire in “programmi sociali ed educativi che affrontino alla radice le cause della radicalizzazione”, “prevenire il reclutamento e gli espatri mirati all’adesione a organizzazioni terroristiche”, “smantellare il sostegno finanziario alle organizzazioni terroristiche e il traffico di armi da fuoco”.

Mentre insiste sul controllo delle frontiere esterne, il Parlamento europeo esclude “la possibilità di prendere in considerazione proposte volte a sospendere il sistema Schengen”, mentre auspica maggiore collaborazione tra i Paesi sul piano dei controlli e della sicurezza.

Un’altra risoluzione approvata nel corso della seduta riguarda invece la sicurezza alimentare; il testo sollecita la Commissione “a dare seguito alla propria relazione del 2013 con proposte legislative che rendano obbligatoria l’indicazione del Paese di origine delle carni utilizzate nei prodotti alimentari trasformati”, come ad esempio le lasagne, “in modo da assicurare una maggiore trasparenza in tutta la catena alimentare, informare meglio i consumatori europei aiutando così a riconquistare la loro fiducia”.

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