A tu per tu con il compositore Dario Faini

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Dario Faini

GROTTAMMARE – “Scintille”, interpretato da Annalisa Scarrone è uno dei brani più conosciuti del Festival di Sanremo 2013, un successo firmato dalle parole e dalla composizione dell’ascolano Dario Faini, classe 1976, uno dei più ricercati in Italia e collaboratore di Fedez, Marco Mengoni, Fiorella Mannoia ed Emma Marrone.

Abbiamo incontrato Dario nella magnifica cornice di Grottammare Alta, ecco cosa ci ha raccontato ai nostri microfoni.

Come ti è venuta la tua passione per la composizione musicale?
“Mi è venuta iniziando a studiare piano quando avevo 9 anni, ma poi soprattutto con gli ascolti. Credo che la nostra creatività dipenda e sia assolutamente a tutto quello che è il nostro immaginario musicale di ognuno di noi. Quindi credo che tutto dipende da come ho formato il mio gusto oltre allo studio e il sacrificio”.

Qual è la canzone tra quelle che hanno partecipato a Sanremo quella a cui sei legato maggiormente?
“In verità non posso dire che c’è una mia preferita, perché sono tutti brani al quale ho creduto tantissimo fin da quando sono nati. “La tua bellezza” di Francesco Renga è stato il mio primo Sanremo e ho un ricordo particolare, ovvio. “Il cielo è vuoto” di Cristiano De André era poi candidato al premio Tenco ed è stato il mio momento più alto di scrittura musicale e quindi che dire non ce n’è un mio preferito”

A proposito di Annalisa Scarrone, Grottammare ha ispirato una sua canzone, puoi raccontarci questa vicenda?
” E’ un brano che s’intitola “Alice e il blu”, è una favola, una favola molto scura, molto gotica. Una favola apparente che ha un doppio significato. Un brano che parla di dipendenza, una storia che parla di Alice e del suo gatto blu, che è una metafora della tristezza, del down che crea la tossicodipendenza. Un brano che ha colpito moltissimo, pur non avendo avuto grande promozione e capace di superare due milioni di visualizzazioni su youtube. Un brano che ha colpito nell’immaginario tanti ragazzi giovani e questo mi fa immensamente piacere”.

I progetti per il futuro?
“Anzitutto ho iniziato a fare qualcosa per me dopo dieci anni in cui mettevo la mia creatività a servizio di altri. Ho creato questo progetto, denominato Darves che è un ensemble di cinque persone: Vanni Casagrande, Simone Sitta, Simone Giorgini e Carmelo Patti, tre violini una situazione elettronica e me al pianoforte. E’ un progetto che unisce il piano con tante atmosfere. E’ la prima volta forse che in Italia venga realizzato un progetto pianistico che venga contaminato da un’elettronica attuale e abbiamo fatto un film di successo. In questo mese uscirà anche un album.

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