Vescovo Carlo: quella chiamata che il Signore ha rivolto a don Dino e don Anselmo… Quale risposta diamo noi?

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Don Dino Pirri (76)

Trascrizione Alessandra Mastri

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DIOCESI – Domenica 18 gennaio Don Dino Pirri ha fatto il suo ingresso presso la parrocchia Madonna della Speranza.
Durante l’omelia il Vescovo Carlo Bresciani ha commentato: “Samuele è un bravo ragazzo che vive nel tempio, pronto a fare la volontà di Dio, e Lui lo chiama. Don Anselmo e don Dino, quando erano ragazzi, hanno ricevuto questa voce del Signore che li ha chiamati. Samuele sente questa voce, pieno di buone intenzioni, crede però che a chiamarlo sia Eli, il grande sacerdote del tempio, e con prontezza  va, ma sbaglia. Samuele ha bisogno di qualcuno che lo aiuti a capire qual è la vera chiamata del Signore per lui, e allora Eli gli spiega: “guarda non sono io, è il Signore che ti chiama, renditi disponibile a Lui, e quando ti chiamerà ancora gli dirai <Parla, Signore, perché il tuo servo ti ascolta>”.
È una cosa grande! Don Anselmo e don Dino, insieme a tutti gli altri sacerdoti, hanno detto esattamente questo: “parla Signore, dimmi che cosa vuoi da me, e io sarò pronto a farlo”, così sono diventati sacerdoti, si sono messi a servizio di Dio nella Chiesa, dicendo “Signore, mandaci dove tu vuoi”. Carissimi, questo, è una parte di quello che stiamo vivendo questa sera, la realtà di due sacerdoti che vivono un momento particolare del loro nuovo essere a disposizione di Dio a servizio della Chiesa.

Qui un po’ tutto parla di te don Anselmo, le pietre, ma anche questa comunità: vuol dire che hai seminato bene. Ora il Signore ti chiama altrove. Il Signore ci chiama ad andare avanti, ma anche a lasciare, come ha chiesto ai primi apostoli, anche se erano presi dalle loro attività: “vieni e seguimi”. Don Dino, tu trovi una parrocchia già ben avviata; sei chiamato a cogliere molto di quello che don Anselmo prima di te ha costruito, ma sei chiamato anche ad andare avanti. Sei chiamato a raccogliere quanto altri hanno seminato e quanto questa comunità nel suo insieme ha cercato di costruire e, che ha costruito bene, lo dimostra questa numerosa presenza qui stasera, e a portare avanti nel nome del Signore. Sei chiamato a dire anche tu”ecco Signore, parla che il tuo servo ti ascolta” e insieme con la comunità a discernere quali sono le strade migliori perché  possa crescere ancora di più ed essere sempre più pienamente la comunità del Signore Gesù.

Carissimi, questo è il vostro modo di dimostrare che avete accolto quanto don Anselmo con tanta fatica ha cercato di costruire qui. Credo che la sua gioia più grande sarà quella di vedere che questa comunità continua bene; sarebbe un grande dolore vedere, al contrario, che questa comunità non continua per il meglio: è una gioia per chi ha seminato vedere che il seme porta frutto. Anche se sarà altrove, sapere che questa comunità in cui ha lavorato ama il Signore e continua a crescere nell’amore del Signore, gli renderà onore. Anche tu don Dino sei chiamato esattamente a continuare in questa linea rispondendo con pienezza.

Carissimi, se è vero che il sacerdote è chiamato a mettersi a servizio della Chiesa in questa maniera, il Signore chiama però anche ciascuno di noi ad essere disponibili a seguirlo nella sua Parola, a costruire insieme questo corpo di Cristo, che è la Chiesa che vive qui a Madonna della Speranza. È questo che ci rende cristiani, la prontezza a seguire sempre il Signore, quindi anche a camminare e aprirci al nuovo, che costruisce sul passato e apre ad una sempre maggiore disponibilità al Signore.

Io sono sicuro che voi accoglierete don Dino e sarete pronti a seguirlo con le indicazioni che via via offrirà alla parrocchia. Ne sono sicuro perché vi vedo come una comunità ben disponibile, anche se capisco molto bene che quando si lascia una persona a cui si è voluto bene e con cui si sono vissute belle esperienze, c’è anche un tono di dispiacere. Consegniamo questo dispiacere, umanissimo, nelle mani del Signore: non deve chiuderci la prospettiva del futuro, perché se il Signore chiama, è per dare qualcosa in più, non per prendere. Gesù non toglie nulla.

L’ultimo pensiero va voi ragazzi che siete qui davanti a me e davanti al Signore: sappiate  che anche a voi il Signore rivolge la parola che ha rivolto a Samuele, quella chiamata che ha rivolto a don Dino e don Anselmo: “Samuele, vieni e seguimi”. Quale risposta diamo noi a questa richiesta del Signore? Questa domanda ce la dobbiamo fare tutti, perché è così che diventiamo sempre più cristiani. Se mettiamo insieme tutto questo, noi capiamo cosa stiamo vivendo questa sera; è un momento molto bello, due sacerdoti che dicono sì al Signore, don Anselmo in un modo e don Dino  in un altro. Questo è amare il Signore. Prendiamo esempio e cerchiamo di viverlo tutti insieme, perché sarà sempre a gloria del Signore ed è il modo migliore per dire grazie a coloro che ci fanno del bene e anche per aiutarli.

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