In tante parrocchie della Diocesi si celebra la festa di Sant’Antonio Abate

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Sant'Antonio 4Lauretanum

DIOCESI – Nelle Parrocchie del territorio collinare e rurale della nostra Diocesi, è particolarmente festeggiata la persona di Sant’Antonio Abate. Non sempre le tradizioni popolari ad esso legate ne esaltano le virtù cristiane, e rischiano di sviare il retto culto verso questo uomo dal profilo agiografico veramente profondo. La vita di Antonio abate è nota soprattutto attraverso la Vita Antonii pubblicata nel 357 circa, opera agiografica scritta da Sant’Atanasio, Vescovo di Alessandria, che conobbe Antonio e fu da lui coadiuvato nella lotta contro l’Arianesimo. L’opera, tradotta in varie lingue, divenne popolare tanto in Oriente quanto in Occidente e diede un contributo importante all’affermazione degli ideali della vita monastica. Antonio nacque a Coma in Egitto (l’odierna Qumans) intorno al 251, figlio di agiati agricoltori cristiani. Rimasto orfano prima dei vent’anni, con un patrimonio da amministrare e una sorella minore cui badare, sentì ben presto di dover seguire l’esortazione evangelica: “Se vuoi essere perfetto, va’, vendi quello che possiedi e dallo ai poveri”. Così, distribuiti i beni ai poveri e affidata la sorella ad una comunità femminile, seguì la vita solitaria che già altri anacoreti facevano nei deserti attorno alla sua città, vivendo in preghiera, povertà e castità, e divenendone un esempio, un modello, praticamente quasi un fondatore o meglio un Padre.

Come ogni anno, le tre Parrocchie di Santa Maria Assunta, di Santa Maria in Viminato e di San Pietro Apostolo vivranno momenti di preghiera e di tradizione popolare legati al Santo anacoreta.
Il programma della Concattedrale prevede la Santa Messa e la Benedizione del pane per il pomeriggio di Sabato 17 gennaio (giorno proprio della memoria liturgica), dalle ore 18:30, nella chiesa di San Niccolò; nella mattinata di Domenica 18 gennaio, invece, la Processione con lo stendardo del Santo e la Benedizione degli animali sul Sagrato della Basilica dopo la Santa Messa delle ore 11:30, con, a seguire, la distribuzione delle tradizionali “pizze”, del pesce fritto, dei “lunari del contadino” e dei santini benedetti nei locali del Seminario Vescovile, da parte del Comitato dei Festeggiamenti. Un simile programma sarà vissuto poi nella giornata di Domenica 25 c. m. nelle Parrocchie di Patrignone e di Contrada Lago, coinvolgendo grandi e piccoli nelle Processioni e nel consueto pasto col pesce fritto.

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