A tu per tu con Giuseppe Traini, segretario del Circolo Nautico Sambenedettese

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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La vita del porto non è caratterizzata solo dall’attività della pesca, ma ci sono anche molte altre realtà tra cui quella del Circolo Nautico Sambenedettese. Per questo motivo oggi ho intervistato Giuseppe Traini, segretario del Circolo Nautico Sambenedettese…

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Da quanto tempo lavora per il Circolo Nautico? Come è cambiata la vita del porto da quando ha iniziato a lavorare ad oggi?
Lavoro qui da 12 anni. Nei primi anni in cui lavoravo la situazione era sicuramente migliore rispetto a quella odierna dato che non c’era ancora la crisi economica che c’è
oggi. Nonostante ciò, oggi nel nostro porto la flotta stanziale registra ugualmente un elevato numero di imbarcazioni. Ci sono 400 barche che vanno dai 5 ai 21metri. La realtà di San Benedetto è una realtà medio piccola perché la maggior parte delle barche presenti è lunga dai 5 ai 10metri. Per quanto riguarda i soci del Circolo Nautico, attualmente sono tesserati circa 650 soci, la maggior parte residenti nella provincia di Ascoli Piceno, ma abbiamo anche molti soci di altre città italiane come Roma e Milano e addirittura ci sono anche soci stranieri.
Per quel che concerne i transiti nel nostro circolo,in una stagione registriamo circa 150 transiti di barche dirette a sud o a nord.. Essendo il nostro porto situato al centro del mare Adriatico è un posto molto comodo per fare una sosta durante la navigazione. I transiti rispetto a 10 anni fa, fortunatamente e a differenza della flotta stanziale, sono rimasti sempre più o meno costanti.
Pochi sanno che il nostro circolo, insieme ad altri circoli del mare Adriatico, è dotato da circa 5 anni di un particolare ed utile rilevatore che serve per effettuare degli studi sul nostro mare. L’apparecchio registra vari parametri quali:il livello idrometrico,la temperatura dell’acqua,la temperatura dell’aria,l’ umidità, la pressione, la velocità e la direzione del vento. Le rilevazioni sono gestite dall’ISPRAN, l’istituto che poi conduce gli studi. Oltre ad essere un’apparecchiatura utile per la ricerca, è anche comoda per la vita di tutti i giorni del nostro porto. Non è una previsione perché fornisce dati in tempo reale non permettendo quindi di fare anticipazioni, però è comunque utile per vedere ad esempio il picco del vento nella giornata o per rivelare il picco massimo di una perturbazione.
Infine,un’altra cosa che non molti sanno è che il porto di San Benedetto è da diversi anni bandiera blu. Per questo motivo sulla darsena turistica è esposto un pannello, denominato punto blu, dove vengono indicate tutte le informazioni necessarie per chi transita al Circolo. Il pannello indica dove sono ubicati tutti i servizi utili come ad esempio il punto informazioni o il pronto soccorso. E’ molto utile sia per i turisti che soggiornano solo qualche giorno ma anche per soci che così sanno come orientarsi all’interno della darsena e come viverla rispettando il mare.

Qual è stata un’esperienza che l’ha particolarmente segnata in questi anni di lavoro qui al Circolo?
Cinque anni fa circa il nostro circolo ha ospitato gratuitamente per 6 mesi una coppia di stranieri che stavano facendo il giro del mondo in barca a vela. Durante il loro soggiorno qui,la donna si è gravemente ammalata e ha scelto di morire in barca, mentre il marito si procacciava da vivere facendo l’artista di strada. Quando lei è morta lui ha sparso le ceneri in mare e poi ha issato la vela ed è ripartito non sappiamo per dove. Prima di partire il nostro ospite ha voluto lasciare una lettera di ringraziamento al circolo per l’accoglienza e l’amore offerti. Nella nostra marina ha trovato un ambiente accogliente e familiare che non ha trovato in altre marine. Ha lasciato il cuore a San Benedetto come del resto succede a molti. Chiunque si ferma a San Benedetto ci lascia il cuore.

Quali sono le sue opinioni riguardo l’attuale situazione del porto?
È una zona ancora in fase di sviluppo dotata di requisiti e potenzialità per ingrandirsi e migliorare. Io credo che sia opportuno investire molto sul settore del turismo anche perché ormai la parte della pesca lavorativa sta sempre diminuendo. La parte turistica invece si sta espandendo. Ci sono anche progetti che prevedono di spostare la cantieristica navale verso nord e riqualificare l’area con alberghi e strutture turistiche. Questi però sono solo progetti. Purtroppo si sa che i tempi della burocrazia italiana sono molto lenti e non permettono di gestire con tanta facilità un’ area turistica come la nostra. Infine credo che occorra sfruttare la sinergia tra mari e monti,sarebbe molto vantaggioso creare dei collegamenti tra la zona portuale e l’entroterra per permettere a coloro che transitano di visitare tutti il nostro territorio.

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