“Auguri vescovo Carlo!”, la lettera del direttore della Voce del Popolo di Brescia

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Don AdrianoDi Don Adriano Bianchi direttore della Voce del Popolo di Brescia

Da un anno don Carlo è vescovo. “Siamo costruttori, insieme con Dio, di un mondo nuovo e inedito, nel quale la gloria di Dio risplenda più chiara di quanto non lo sia oggi”.

Così  si rivolse a lui il vescovo Luciano Monari durante la sua ordinazione nella Cattedrale di Brescia.
Un augurio sincero che insieme a tante altre parole risuonarono  nei presenti non tanto come esplicazione dottrinale del ministero del vescovo quanto come prefigurazione  e condivisione fraterna del vivere, del patire e del gioire di un pastore in cammino con la sua comunità.

Così, ormai da 12 mesi, don Carlo vive e percorre questo cammino con la diocesi di San Benedetto  del Tronto  Montalto Ripatransone.
Chissà con quali sentimenti, ad un anno di distanza da quel momento solenne, di grazia e di festa, in lui riprendono vita quelle parole e che ormai può accostare a situazioni, volti, scelte vissute di quella che ora è la sua famiglia.

Chi dei suoi concittadini lo ha incontrato sia a Brescia che a San Benedetto ha certamente colto nel vostro Vescovo uno sguardo sereno. Credo che l’aria marchigiana gli faccia proprio bene.
Non che manchino, credo, anche da voi pesi da portare, ma se ci sono il volto di don Carlo, per ora, non è stato segnato.

Vi è stato, invece,  l’incontro felice del suo cuore pastorale con una comunità reale, viva e desiderosa di incontrare il Signore.  Un dono di grazia per lui e per voi.

Per mons. Bresciani voi siete il dono di Dio al suo cuore di pastore. Un afflato che sempre ha coltivato da prete, da insegnante, da educatore anche a Brescia, ma che oggi, in voi, ha preso carne. Di voi, nel nome del Signore, egli si può prendere cura e questo per lui, credo, sia motivo di grande gioia e consolazione.

Anche voi vi siete presi cura di lui. Anche a Brescia l’abbiamo colto, fin dal primo incontro in diocesi in quella domenica di gennaio. Subito gli avete voluto bene. E se sentirci amati ci apre alla fiducia, all’accoglienza e alla speranza, penso che abbiate preso il vescovo Carlo dal verso giusto. Cura, fiducia e preghiera.

Già preghiera. Perché, come ci insegna continuamente papa Francesco, un pastore ha bisogno della preghiera del suo popolo. E voi avete un pastore per cui pregare. Un pastore che intercede per voi ogni giorno presso il Signore perché insieme possiate continuare a costruire “un mondo nuovo e inedito, nel quale la gloria di Dio risplenda ancora più chiara di oggi”. Auguri vescovo Carlo!

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