Conosciamo meglio la storia della comunità cristiana Montaltese, seconda puntata

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Print this page

Montalto Marche Cattedrale S. Maria AssuntaDi Lauretanum

MONTALTO DELLE MARCHE – Secondo appuntamento con: “Conosciamo meglio la storia della comunità cristiana Montaltese

Alla morte del Pontefice però la costruzione era stata sospesa: aggrappate al pendio collinare dell’attuale Piazza Sisto V, verso il mare, se ne potevano osservare i baluardi possenti delle monumentali fondamenta, e gli speroni che dal piano si ergevano muti e solitari, testimoni di una sollecitudine che, ahimè, sembrava essersi spenta insieme alla repentina scomparsa del grande Cittadino, che aveva tanto voluto e finanziato questa imponente opera, e che ora dal cielo poteva soltanto, attonito, guardare all’immobilità di una Fabbrica sì a lungo desiderata. Fabbrica che, chiaramente, nelle sue molteplici necessità (approvvigionamento continuo di materiali, lavoro di falegnameria e di carpenteria, edilizia e ingegneria, architettura e arte… ) aveva impiegato nel lavoro, come possiamo facilmente intendere, le tante Famiglie delle stessa piccola Città e delle Contrade vicine, facendone la fortuna in tempi non facili per il sostentamento e per la serenità di vita. Dal piano della navata centrale, i pilastri si alzavano al cielo per poco più di due metri e nessuno sembrava voler raccogliere l’arduo invito all’impegno per la definizione ed il completamento della grandiosa opera.
Una svolta ci fu soltanto con il Vescovo Monsignor Gerolamo Codebò, il quale, vagliati i lavori che aveva portato avanti fino alla morte il Cardinale Alessandro Peretti, nipote del Papa, ma che non erano stati affatto risolutivi nemmeno per il completamento del Coro e delle Cappelle laterali, tranne che per le prime due, decise di riscattare dall’abbandono, e dai inevitabili e visibilissimi danni provocati dagli avversi agenti atmosferici, il cantiere rimasto per lungo tempo chiuso. Si racconta di una visita dello stesso Presule alla Fabbrica dell’erigenda Cattedrale in una mattina di primavera dell’anno 1652 (erano passati sessantadue anni dalla morte del Pontefice e ventinove da quella del pur munifico Cardinale nipote), assieme ai canonici del Capitolo, che notò nell’entrare nel luogo sacro una grave mancanza in uno dei gradini della soglia, visibilmente mancante di un grosso pezzo scagliato dalla pietra viva. L’impressione di questo particolare e del resto della costruzione doveva essere stato cosi negativamente sconvolgente, al punto da muovere l’animo del sensibile Vescovo alla ripresa dei lavori.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *