Vescovo Carlo Bresciani: “La vera sapienza non rifiuta di essere guidata a Dio”

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DIOCESI – Martedì 6 gennaio, giorno dell’Epifania del Signore è stata presieduta dal Vescovo Carlo Bresciani presso la Cattedrale Madonna della Marina la Santa Messa alle ore 17.30.

Vescovo Carlo Bresciani: “Informatevi accuratamente sul bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch’io venga ad adorarlo” (Mt 2, 8). Così dice Erode ai Magi che si sono rivolti a lui per sapere dove era nato quel bambino che la stella aveva loro indicato come re dei Giudei. Erode non è sincero, teme solo per il suo potere e vuole conoscere dove sia quel bambino, non tanto per adorarlo, ma per sopprimerlo. Cosa che tenterà di fare, senza riuscirci, con la strage degli innocenti.
La menzogna si nasconde sempre dietro parole in sé corrette.
Ma, senza saperlo, Erode indica a noi quale debba essere la strada per giungere a una fede matura, dopo aver avuto l’impulso iniziale di una stella, che potrebbe essere quella dei genitori quando eravamo bambini.

Informatevi accuratamente”: la fede ha bisogno di essere molto informata. Non basta che i Magi si siano messi in cammino e abbiano seguito prontamente la stella. La prima tappa a cui si fermano è sbagliata: pensano con buona intenzione che l’approdo della loro ricerca sia la casa di Erode, ma si trovano ad avere a che fare con un imbroglione assetato solo del suo potere corrotto.

Dio chiama i Magi, sapienti che non facevano parte del popolo di Israele: il loro cammino è simbolo della ricerca e del cammino di tutti i popoli della terra verso l’incontro con Dio. Gesù è venuto per tutti i popoli e nel suo amore chiama tutti, servendosi anche di una stella, ma la stella non è Dio. Ciò significa che i modi attraverso cui Dio chiama a lui sono molti, non spetta a noi deciderli. Spetta a tutti informarsi accuratamente onde non rischiare di fermarsi ad Erode o più semplicemente restare a guardare le stelle sperando che da esse venga la salvezza. La salvezza non viene dalle stelle, ma da Gesù. I sapienti Magi che si mettono in cammino per incontrare Gesù sono testimoni del fatto che ogni sapere che non arriva a Dio è un sapere incompleto. Loro ne sono consapevoli.

Ma come possiamo informarci su Gesù, come possono le genti informarsi accuratamente sul bambino che è nato a Betlemme se non c’è chi può fare da guida? Questi grandi sapienti dell’oriente hanno bisogno di una guida così come anche noi abbiamo bisogno di una guida. Gesù stesso ce l’ha data: la Chiesa. Da chi possiamo informarci su Gesù se non dalla Chiesa? La guida non possono farla i molti Erodi di cui purtroppo il mondo non manca mai. Occorre che chi vuole informare su Gesù lo conosca bene: ecco perché sacerdoti, catechisti, insegnanti di religione e genitori devono conoscere bene che cosa è la Chiesa e seguirla come i Magi hanno seguito la stella per giungere, prima, loro stessi a Gesù e, poi, guidare gli altri a Lui.

Non possiamo ritenerci cristiani senza una conoscenza sempre più profonda di Gesù. Per questo è importante mettersi in ascolto della sua Parola consegnataci nel Vangelo e donataci dalla Chiesa; per questo è necessario partecipare alle catechesi che le varie parrocchie offrono per la formazione cristiana.

Loro, i sapienti Magi, accettano una guida: proprio perché sapienti, sanno accettare con umiltà una guida e non rifiutano di andare a inginocchiarsi davanti al Figlio di Dio Bambino, portando i doni più preziosi che possiedono. La vera sapienza non rifiuta di essere guidata a Dio; solo chi teme di perdere qualcosa, come Erode, rifiuta.

Erode chiede ai Magi di essere informato su Gesù, una volta che l’abbiano trovato: le sue intenzioni sono però malvagie. Non vuole andare ad adorarlo, come falsamente proclama; vuole eliminarlo vedendo in Lui un pericolo: teme di perdere il suo regno fondato sull’inganno e sulla falsità. Non è sapiente chi cerca di eliminare Dio dalla propria vita, è solo un debole che teme di perdere qualcosa, teme la verità che smaschera le falsità di un potere esercitato con l’inganno e la violenza. Ė questa la falsa sapienza del mondo di cui parla san Paolo (cfr. 1Cor 1, 20); la vera sapienza, che è dono dello Spirito, si inginocchia con i Magi davanti al mistero di Dio e lo adora.

Da sempre chi cerca il potere con l’inganno e la violenza cerca di eliminare Dio dal mondo: i totalitarismi del passato e del presente si comportano così. Ci sono i totalitarismi del potere politico ed economico, ma ci sono anche i totalitarismi di una scienza e di una tecnica che pretende di mettersi al posto di Dio.
I Magi scrutavano il cielo stellato e ne conoscevano i segreti, ma giunti alla grotta di Betlemme “si prostrarono e lo adorarono”: hanno riconosciuto il mistero di Dio che li supera e lo adorano.

Erode chiede ai Magi: una volta che l’avrete trovato “fatemelo sapere”. Vedo qui non solo l’intenzione malvagia di Erode, di cui abbiamo già detto, ma anche la domanda di chi non conosce ancora Gesù e, magari in modo inconsapevole, è alla sua ricerca e chiede a noi che l’abbiamo incontrato: “fatemelo sapere”. Ė, questa, la domanda di ogni bambino al suo genitore: “fatemi conoscere Gesù”; è la domanda dell’adolescente e del giovane alla ricerca di un senso da dare alla propria vita perché non sia sprecata: “fatemelo conoscere”; è la domanda di ognuno che si interroga sull’amore di Dio: “fatemelo conoscere”; è la domanda del mondo creato in vista di Dio e che è alla ricerca del fine del proprio esistere: “fatemelo conoscere”. Come potremo giustificarci di fronte a tutti costoro se non saremo per loro la stella che conduce a Gesù?

Perché anch’io venga ad adorarlo”: Questa è la meta di ognuno che crede in Gesù: adorare, mettendosi in ginocchio davanti a Dio e al suo infinto amore che tutto abbraccia. La Chiesa, la stella che Gesù ci ha lasciato come guida sicura, a questo vuole e deve portare: adorare il mistero di Dio che si fa presente nel mondo.

Con i Magi, anche noi questa sera vogliamo metterci in ginocchio e pieni di stupore e meraviglia adorare Dio offrendogli non tanto oro, incenso e mirra, quanto il nostro povero e sincero amore (è il nostro piccolo, ma prezioso tesoro) e dirgli il nostro grazie perché ci ha donato suo Figlio, Gesù. “Ti adoro e ti amo, o mio Signore, nascosto in questo bambino. Ti adoro e ti amo in tuo Figlio Gesù, fatto uomo per amore mio”.

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