Mons. Nunzio Galantino: “è finito il tempo dei procacciatori di vocazioni”

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Galantino“Quanti spiriti sazi tra di noi. Quanta gente che ha sempre una risposta pronta da dare, un’idea da imporre senza un minimo di dubbio e un’iniziativa da esibire come decisiva per la sorte dell’umanità! Quando si parla di mancanza di vocazioni tra noi, io mi chiedo: quante delle chiamate che il Signore certamente continua rivolgere trovano interlocutori capaci di rispettare, come ha fatto Gesù con Natanaele, la storia dei chiamati?”: è quanto ha affermato ieri monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, nella messa conclusiva del Convegno (3-5 gennaio), “È bello con te. Vocazioni e santità: toccati dalla Bellezza”, promosso a Roma dall’Ufficio nazionale per la pastorale delle vocazioni. “Per fortuna è passato, almeno me lo auguro, il tempo delle statistiche, vere e proprie graduatorie tra procacciatori di vocazioni”, ha detto il Segretario della Cei, prendendo spunto dai brani evangelici che narrano l’incontro e la chiamata di Filippo e il dialogo di Gesù con Natanaele.

“Quanta gente – ha aggiunto – è stata imbarcata in Seminari, postulandati e noviziati senza che intorno a quelle convocazioni ci fossero dei veri Filippo o che questi fossero degli autentici Natanaele? Il prezzo che le nostre comunità pagano – quando al Sacerdozio o alla Professione perpetua si arriva in un quadro che ignora o lascia sullo sfondo gli insegnamenti che ci trasmette l’incontro di Gesù con Filippo e con Natanaele – è un prezzo amaro”. Il rischio, per mons. Galantino, è quello di confondere “la Bellezza dalla quale dobbiamo lasciarci raggiungere e toccare con vuoti estetismi, fatti di apparenza inconcludente, di tradizioni che niente hanno a che fare con la vita vera della Chiesa e che sono portatrici solo di fisime a buon mercato; vuoti estetismi con i quali si pensa di coprire mancanza di equilibrio interiore e di ricchezza umana. Quella ricchezza di umanità che la Chiesa vuole aiutare a rimettere al centro e a coniugare nel prossimo Convegno ecclesiale di Firenze per il quale siamo invitati a lavorare e a pregare fin d’ora”.

 

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