Don Gian Luca Rosati: “Noi su cosa teniamo fisso il nostro sguardo?”

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Ripatransone casaDi Don Gian Luca Rosati

È stato un bel Natale.

E non perché mi sono accadute cose straordinarie o perché sono diventato più buono; a dire il vero, mi sembra d’essere tale e quale a prima!

È stato un bel Natale perché Gesù è entrato in quella casa che durante l’Avvento ho visto colorarsi dei pensieri e delle preghiere di ragazzi e catechisti.
Le tavole di un bel legno, ben lavorate e composte, non fanno ancora una casa. Occorre che qualcuno la abiti e la renda viva col suono delle voci, coi sorrisi, con le lacrime,…

I ragazzi l’hanno capito prima e meglio di me.
Ne sono sicuro perché in un freddo pomeriggio post-natalizio, con il cielo che prometteva neve, ho visto entrare in chiesa una bambina. Pensando che fosse venuta per la messa, ho continuato il mio giro tra i banchi della chiesa. Solo qualche minuto dopo, mi sono accorto che s’era seduta davanti al Bambinello e lo guardava. Ha trascorso così un po’ del suo tempo in silenzio, poi s’è alzata e se n’è andata.

Nei pomeriggi successivi m’è capitato di vedere persone entrare in chiesa e inginocchiarsi davanti al grande crocifisso che sta nel primo altare laterale. Non è un crocifisso miracoloso, non piange e non suda, non muove gli occhi e non parla, almeno non in modo percettibile, non si può nemmeno toccarlo perché c’è l’allarme e farebbe un gran fracasso. È solo un crocifisso tremendamente bello! È talmente bello che, a torto o a ragione, viene attribuito alla scuola di Michelangelo, o a Michelangelo stesso. Guardo un uomo inginocchiarsi e pregare; ripenso al padre spirituale del seminario, alla sua benevolenza nei confronti di noi seminaristi. Continuava a seminare, a prendersi cura di noi e della proposta spirituale anche quando, durante la meditazione mattutina, vedeva i nostri occhi che si facevano pesanti e il pensiero che già s’incamminava verso il refettorio per la colazione,…
Quella benevolenza io non l’avevo e forse non ce l’ho nemmeno ora…
Ma mi piace pensare che ci siano persone magnanime, benevole e umane, perché mi fa sembrare meno impossibile essere come loro, essere come Gesù.

GesùIn macchina trovo delle immaginette che raffigurano don Tonino Bello. Me le ha regalate un amico prete quest’estate e sono ancora lì in attesa di essere distribuite. Decido di metterle in fondo alla Chiesa; dietro c’è una bella preghiera e qualcuno sicuramente le prenderà. Per cominciare, ne prendo una anch’io e la metto nel libro che sto leggendo!

L’ultimo giorno dell’anno, cammino per la chiesa pensando alla predica e vedo una di quelle immaginette appesa in bacheca. La guardo. Forse qualcuno l’ha appesa perché in chiesa cercava persone così, con un sorriso rassicurante e pieno di speranza. Forse oggi Diogene va in giro per il mondo con la sua lanterna cercando gente così… Forse è entrato in chiesa sperando di incontrare un uomo così e ha appeso l’immagine che ha trovato perché anche altri la vedessero e potessero tornare a sperare in un mondo migliore,…

Fantasticando arrivo a una conclusione che credo non essere troppo distante dal vero: don Tonino era così perché fissava il suo sguardo su Gesù e lo sguardo di Gesù era talmente fisso ad amare don Tonino che l’espressione del sacerdote somigliava in modo impressionante a quella di Gesù!

Noi su cosa teniamo fisso il nostro sguardo?
Sul Paradiso o sull’Inferno?

Ho insegnato religione per un paio d’anni e ricordo che l’attenzione dei ragazzi s’accendeva quando qualcuno mi chiedeva spiegazioni riguardo all’ultimo film che raccontava di esorcismi. Rispondevo sempre che il diavolo esiste, che dobbiamo essere vigilanti e stare il più possibile con Gesù perché quando stiamo con Gesù e siamo in grazia di Dio, il diavolo non può nulla contro di noi! Così mi è stato insegnato in famiglia e così ho imparato dai santi e dalla vita!

Però, tornando a casa, ripensavo a quelle domande e mi amareggiava notare che noi cristiani possiamo essere a tal punto interessati a conoscere il nemico, da dimenticare di frequentare il nostro migliore Amico, l’unico che dal nemico può liberarci e difenderci. I santi non hanno bisogno di maghi, oroscopi e tarocchi, né di continue benedizioni con incensi e presunte acque miracolose,…
I santi hanno fede in Gesù e hanno scoperto che è Lui ad aiutarci con la Sua Grazia a fuggire il male e a fare il bene!

Come è possibile che un cristiano abbia visto tutti i film su maghi, streghe, esorcismi e nemmeno un bel film su Gesù? Eppure ci sono film molto belli su Gesù! Gesù di Nazareth di Zeffirelli o il Vangelo secondo Matteo di Pasolini, per citarne un paio.

Come è possibile che un cristiano conosca a memoria i racconti di un esorcista o centomila storie di conversioni o di gente che ha le visioni e non abbia mai letto un versetto del Vangelo che il suo parroco gli ha regalato in occasione della Prima Comunione o della Benedizione delle famiglie?

Come è possibile che un cristiano trovi il tempo per frequentare maghi e fattucchieri e non abbia tempo di confessarsi e fare la comunione nemmeno a Natale o a Pasqua,…?

Vorrei tanto che non fosse possibile, eppure ho l’impressione che Diogene per trovare un cristiano così non abbia bisogno di camminare per le strade con la lanterna in mano.

Cari amici,
per me è stato un bel Natale perché i miei occhi hanno visto Gesù.

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