FOTOGALLERY XVII edizione di Natale al Borgo, intervista ad Alessandro Ribeca e Alfredo Amabili

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Print this page

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Sabato 27 dicembre si è conclusa la seconda giornata di rappresentazione di Natale al Borgo, giunta alla XVII edizione. Abbiamo incontrato Alessandro Ribeca, presidente del comitato di quartiere.

Il bello di Natale al borgo è che per una volta il dialetto è protagonista; è cambiata secondo te la messinscena di questi episodi?
Posso dire che vedo un bel ricambio di attori: alcuni sono storici, altri invece sono nuovi e devono imparare il dialetto; ci sono anche molti giovani. La differenza col passato sta nel fatto che prima chi parlava il dialetto era originale, ora molte persone lo imparano e la differenza si sente. Grazie all’associazione che organizza questo evento c’è stato questo passaggio culturale, perché altrimenti le nuove generazioni non avrebbero conosciuto il dialetto. Quest’anno abbiamo in totale 8 scenette.

La forma è cambiata rispetto all’anno scorso?
Sì perché l’anno scorso avevamo allestito un palco in piazza e tutte le scenette venivano rappresentate lì. Quest’anno invece abbiamo deciso di tornare al formato originario: il visitatore ha modo di fare una bella passeggiata per le vie del paese alto e scoprire di volta in volta la scena sulla quale verrà rappresentato il pezzo.

Poco dopo incontriamo il regista, Alfredo Amabili che ci rivela la preparazione che c’è dietro Natale al Borgo.
«Prima di tutto ci sono le prove, la scelta dei testi e se si tratta di poesie bisogna adattarli teatralmente. Poi provare e  scegliere i personaggi che stanno bene in quelle scene. La scenetta che mi piace di più? Tutte. Perché qualcuna l’ho scritta io, qualcuna Vittoria (Giuliani, attrice, ndr), qualcuna è ripresa da poesie di Quondamatteo. La scenetta della pesciarola, la terza, l’ho scritta io in versione teatrale, perché è ripresa da una poesia di Quondamatteo.
Le poesie vengono riadattate perché non c’è stato il tempo di scrivere un testo da capo, visto che già abbiamo bisogno di molto tempo per far provare gli attori tra di loro». Il regista viene raggiunto da Giancarlo Brandimarti, presidente della compagnia Ribalta Picena. Brandimarti ci rivela che la differenza tra gli attori nuovi e quelli “storici” si sente: lui stesso ha imparato la lingua, così come Francesco Casagrande, altro attore presente in una delle scene. «Quest’anno abbiamo due nuove ragazze esordienti, Agnese Marinangeli e Dina Marinangeli. Avere a che fare col dialetto è per me molto importante: più volte abbiamo provato a lanciare l’idea di una scuola per il dialetto con la partecipazione del Circolo dei Sambenedettesi, ma poi all’atto pratico non abbiamo ricevuto nessuna iscrizione. Adesso il Circolo pubblicherà un volume con poesie in italiano e una scelta di poesie di Giovanni Vespasiani, cui è stata dedicata una targa in via XX Settembre, nella sua casa natale. Quello che facciamo è questo: tanti sacrifici, ma un grande successo».

Le scenette in dialetto saranno riproposte anche al Palanatale il 2 gennaio alle 18.15.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *