Indesit Comunanza, il Vescovo Mons. Carlo Bresciani ha incontrato: operai, impiegati e dirigenti

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Vescovo Indesit

COMUNANZA – Il vescovo mons. Carlo Bresciani lunedì 15 dicembre ha fatto il suo ingresso nell’industria della Indesit, incontrando dirigenti e maestranze, accompagnato dai direttori delle pastorali del lavoro delle Diocesi di S.Benedetto del Tronto e Ascoli Piceno insieme al parroco di Comunanza Don Dino, il sindaco e vice sindaco di Comunanza.
La visita del Vescovo, ad un insediamento produttivo, il più grande delle due Diocesi, – come ha confermato ai sindacalisti della fabbrica – è un’iniezione di fiducia all’intero mondo industriale locale, fatto di imprenditori, dirigenti e lavoratori, in un momento di crisi globale.
Ad accogliere il Vescovo c’era il direttore generale dello stabilimento con l’intero staff manageriale.
Dopo una breve introduzione dei dirigenti ed una riflessione del Vescovo, c’è stato l’incontro con i rappresentanti sindacali dell’azienda e con le maestranze che erano in pausa pranzo presso la mensa.
Mons. Carlo Bresciani ha fatto pranzo con gli operai dove al termine della pausa pranzo è passato nelle tavolate a salutare tutti ed augurare un buon Natale, la visita è stata molto gradita dai lavoratori auspicando una presenza più costante e suscitatrice di ottimismo condividendo le difficoltà e le speranze.
Alla fine della visita ai reparti, con la meticolosa illustrazione delle tecniche lavorative e dei processi produttivi, rilanciati negli ultimi anni con poderosi investimenti che fanno ben sperare circa la tenuta e il futuro dell’azienda, il vescovo ha distolto per qualche minuto gli operai presenti dalla catena di montaggio dal loro lavoro, per un saluto e per manifestare la loro vicinanza.
Per la direzione l’industria continuerà a rappresentare il perno del sistema produttivo locale, in termini di occupazione e di coesione sociale, con la difesa della persona al centro delle politiche del lavoro. Mons. Bresciani ha invitato tutti al massimo impegno, ricercando il bene degli altri e considerando la fede come elemento di speranza.
Uno stabilimento non è solo spazio di produzione tecnica o meccanica, ma è anche luogo di elaborazione di modelli nuovi, frutto di quella fantasia progettuale che sgorga da un popolo che sa guardare, compatto al futuro.
Una fabbrica non è solo dell’imprenditore, ma di un popolo, di una gente, innestata vitalmente e culturalmente in un determinato territorio, in una storia, in una cultura. E da queste radici estrae speranze nuove e spazi di futuro creativi.

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