Papa Francesco “l’Iraq e della Siria, che vivono momenti di grande sofferenza e di paura di fronte alle violenze”.

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Papa FrancescoL’incoraggiamento alle comunità “dell’Iraq e della Siria, che vivono momenti di grande sofferenza e di paura di fronte alle violenze”. Ad esprimerlo, ricevendo questa mattina in udienza Sua Beatitudine Ignace Youssif III Younan, patriarca di Antiochia dei Siri, con vescovi e fedeli della Comunità cattolica Siro-Antiochena in occasione del loro sinodo, è Papa Francesco, assicurando, oltre a “sentimenti di solidarietà e di compassione”, anche “il ricordo nella preghiera”. “State compiendo – osserva il Pontefice – un cammino di riforma della Divina Liturgia, al servizio della Parola di Dio, che dovrebbe permettere un nuovo slancio di devozione”. Quindi il pensiero alla “difficile situazione nel Medio Oriente” che “ha provocato e continua a provocare nella vostra Chiesa spostamenti di fedeli verso le eparchie della diaspora, e questo vi mette di fronte a nuove esigenze pastorali. È una sfida – sottolinea il Papa -: da una parte, rimanere fedeli alle origini; dall’altra, inserirsi in contesti culturali diversi operando al servizio della salus animarum e del bene comune”. “Questo movimento di fedeli verso Paesi considerati più sicuri – fa notare Francesco – impoverisce la presenza cristiana in Medio Oriente, terra dei profeti, dei primi predicatori del Vangelo, dei martiri e di tanti santi, culla degli eremiti e del monachesimo”.

“Tutto ciò – chiosa il Papa – vi obbliga a riflettere sulla situazione delle vostre eparchie che hanno bisogno di pastori zelanti, come pure di fedeli coraggiosi, capaci di testimoniare il Vangelo nel confronto, a volte non facile, con persone di etnie e religioni diverse”. “Tanti sono fuggiti per mettersi al riparo da una disumanità che getta sulle strade popolazioni intere, lasciandole senza mezzi di sussistenza”, sottolinea ancora il Santo Padre. Di qui un’esortazione: “Con le altre Chiese cercate di coordinare i vostri sforzi per rispondere ai bisogni umanitari sia di quanti restano in patria, sia di coloro che si sono rifugiati in altri Paesi”. Ora, la consegna del Pontefice, “ritornando alle vostre sedi, siete rinfrancati da questa esperienza di comunione vissuta presso le tombe degli Apostoli Pietro e Paolo; una comunione che oggi trova particolare espressione qui, nell’elevare al Signore insieme al Successore di Pietro una preghiera di gratitudine e di supplica. Vi esorto, cari fratelli, a proseguire nel vostro impegno pastorale e nel ministero di speranza al servizio della veneranda Chiesa siro-cattolica”.

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