Vescovo Carlo: “Pellegrini nella fede, dono di Dio, con Maria”

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Cattedrale (10)

DIOCESI – Pubblichiamo le parole del Vescovo Carlo pronunciate in cattedrale lunedì 8 dicembre in occasione della festa dell’immacolata Concezione.

Vescovo Carlo: “Maria, la madre di Gesù e della Chiesa, è la prima tra i cristiani, modello di ogni essere umano che accoglie la presenza di Dio nella sua vita. Ella si mette, in risposta alla sua grazia, in cammino di fede per superare l’antico peccato di cui ci ha parlato la prima lettura (Gn 3,9-15.20) presentandoci la ribellione di Adamo ed Eva. Essi cercavano di liberarsi da Dio, da quel Dio che aveva dato tutto a loro, e volevano porsi come arbitri del bene del male, collocandosi al di sopra di Dio stesso. Cercavano un cammino di libertà, pensandola come libertà da Dio, trovarono invece un cammino di schiavitù, di accuse e di sopraffazione reciproche. Il tarlo di una libertà mal intesa, giocata contro Dio, si insediò così nell’umanità e la storia dell’uomo divenne una storia segnata dal peccato e da grandi dolori. La contrapposizione alla volontà di Dio non portò libertà, ma violenza oltre a disordine nelle relazioni tra gli esseri umani e disordine nel creato.

L’uomo abbandonò Dio, ma Dio non abbandonò l’uomo. La storia dell’umanità divenne molto contorta, la pace del Paradiso si trasformò in inquietudine e insicurezza. Ma dove abbondò il peccato, lì sovrabbondò anche l’amore di Dio (cfr. Rom 5, 20). Dio, proprio mente Adamo ed Eva lo rifiutavano, promise loro una donna attraverso la cui stirpe avrebbe schiacciato la testa del male, iniziando così una nuova era nella storia dell’umanità, una storia costruita non più separata da Dio, ma in piena comunione con Lui.

Ė consolante sapere che già agli albori dell’umanità, mentre questa si separava da Lui e dalla sua volontà, Dio pensava a donarle la possibilità di una storia diversa. Il male e il rifiuto dell’uomo non ferma l’amore di Dio per l’uomo.

Maria, madre di Gesù figlio di Dio, è la risposta di Dio al rifiuto di Adamo ed Eva: essi dissero no a Dio, Maria disse sì senza condizioni. Adamo ed Eva si separarono da Dio in cerca di una libertà illusoria, Maria disse sì a Dio accettando la sua volontà e trovò la vera libertà. La trovò non solo per sé, ma la indica come possibilità anche a tutti noi.

Veneriamo oggi Maria sotto il titolo di Immacolata.
Cosa può significare questo? Una realtà che riguarda solo lei? In parte sì, ma in parte riguarda tutti noi. Riguarda solo lei perché solo lei è l’Immacolata. Il fatto che Dio l’abbia preservata da ogni peccato, manifesta che l’amore di Dio ci precede, previene qualsiasi merito umano, è amore puramente e semplicemente gratuito. Non aspetta che noi facciamo qualcosa per amarci, ci ama fin dal primo momento del nostro concepimento. Questo amore è per tutti noi. L’amore di Dio che previene qualsiasi nostro merito, non toglie la libertà all’essere umano, ma è la garanzia della stessa libertà umana. Ė l’amore gratuito che libera la libertà umana; senza amore non c’è libertà. Anche Adamo ed Eva furono preceduti dall’amore di Dio che li aveva creati e che aveva donato loro il Paradiso terrestre, rendendoli custodi di tutto il creato. Ma essi, stimolati dal maligno, pensarono che la libertà fosse da cercare nel rifiuto dell’ordine che Dio aveva dato al creato, illudendosi di poter essere essi all’origine del bene e del male. Illusione di onnipotenza che distrusse l’ordine del creato voluto da Dio e che costò molto all’umanità, e purtroppo continua a costare molto.

In Maria, invece, l’amore preveniente di Dio ha trovato un’accoglienza tutta particolare, accoglienza sempre totale e incondizionata. Questa sì è manifestata in modo mirabile nel sì del giorno dell’Annunciazione, ma era da sempre in lei presente e vissuta giorno per giorno. Il cammino di fede di Maria non è iniziato il giorno dell’Annunciazione, si trattava di un cammino mai minimamente interrotto dal giorno del suo concepimento: furono i molti sì a Dio detti precedentemente che l’avevano resa pronta a diventare la madre del figlio di Dio. In lei non ci fu il sì e il no a Dio, ma solo il sì. Non avrebbe potuto essere madre del figlio di Dio colei che non fosse in piena e totale comunione di fede e di amore con Lui. Degna dimora umana di Dio non può esserci là dove si rivendica libertà da Lui, ma dove si accetta di seguire fino in fondo la strada da Lui indicata.

La solennità dell’Immacolata se, da una parte, ci mette in adorazione del grande amore di Dio che va al di là dei nostri meriti e li precede (in Maria questo amore ha avuto una manifestazione tutta particolare), dall’altra, ci mette in profonda venerazione e ammirazione per la piena disponibilità di Maria all’azione di Dio in lei. Al dono di Dio è corrisposto sempre il pronto sì di Maria. Questa è la grandezza di Maria.

Ma la fede di Maria, incondizionato affidamento a Dio, non era conoscenza piena dei disegni di Dio su di lei fin dall’inizio, era sicuramente incondizionata accettazione della sua volontà, qualunque essa fosse. Anche lei ha dovuto progredire nella fede, accettando giorno per giorno la volontà di Dio che andava progressivamente manifestandosi. Il suo cammino di fede non fu facile, dovette affrontare sfide terribili, tra cui quella spada che le trafisse l’anima (cfr. Lc 2, 35), come le predisse Simeone nel tempio quando, in obbedienza alla legge, vi portò il figlio da poco nato per adempiere alle prescritte offerte per il primogenito. Per questo il Concilio Vaticano II chiama Maria “pellegrina nella fede” (LG 58). Ciò che fu chiesto a lei da Dio non è molto diverso da quanto è chiesto a ciascuno di noi: lasciarsi guidare da Lui e affidarsi alla sua volontà.

La vetta di questo pellegrinaggio terreno nella fede è stato il Golgota dove Maria ha vissuto intimamente il mistero pasquale del Figlio. Là, sul Calvario, Maria sperimenta la notte della fede, simile a quella di Abramo sul monte Moria a cui fu chiesto il figlio Isacco, e dopo l’illuminazione della Pentecoste Maria ha continuato a pellegrinare nella fede fino all’Assunzione quando il Figlio l’ha accolta nella beatitudine eterna.

L’amore di Dio, padre buono, accompagnava e sorreggeva Maria, ma lei vi si è sempre affidata con cuore aperto e fiducioso, non dubitandone mai, neppure quando non comprendeva immediatamente i suoi progetti su di lei.

Anche noi sentiamoci come Maria pellegrini nella fede, chiamati giorno per giorno a dire il nostro sì a Dio, sostenuti dal suo affetto di madre che ci soccorre nelle necessità e ci indica la strada verso la beatitudine eterna.

Affidiamoci come Maria anche noi all’amore del Padre con cuore aperto e fiducioso, sapendo che Lui conduce la nostra storia e la storia dell’umanità a lieto fine, se noi ci lasciamo guidare da Lui”.

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