Le comunità di Montalto si preparano al Natale attraverso la “Corona dell’avvento”

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Lauretanum

MONTALTO – Come ogni anno, nelle Comunità parrocchiali di Montalto, negli ultimi giorni del mese di novembre, fervono i preparativi per la realizzazione di quel particolare elemento liturgico, che risponde al nome di “Corona di Avvento”, anche se propriamente essa attiene più a tradizioni dell’Europa del Nord.
La Corona dell’Avvento fu ideata dal pastore protestante Johann Hinrich Wichern (1808-1881). La versione originale prevedeva la presenza di un maggior numero di candele. Il suo scopo era rendere possibile una formazione a ragazzi e giovani bisognosi e senza casa. Verso la metà del XIX secolo illuminava per la prima volta una corona d’avvento con 24 luci la sala oratoria del Rauhen Haus.
Le luci per le Domeniche erano grandi e quelle per i giorni feriali piccole. In seguito essa fu semplificata, arrivando ad un più largo uso, e fortemente simbolizzata nelle definizioni delle quattro candele, a scandire le Domeniche dell’Avvento romano: la prima candela è detta “del Profeta”, poiché ricorda le profezie sulla venuta del Messia; la seconda candela è detta “di Betlemme”, per ricordare la città in cui è nato il Messia. La terza candela è detta “dei pastori”, i primi che videro ed adorarono il Messia, e poiché nella terza domenica d’Avvento la Liturgia permette al sacerdote di utilizzare i paramenti rosa al posto di quelli viola tale candela dovrebbe avere un colore diverso dalle altre tre. La quarta candela è detta “degli Angeli”, i primi ad annunciare al mondo la nascita del Messia. Sia nella Concattedrale che nelle chiese parrocchiali di Patrignone e di Porchia, don Lorenzo, insieme a diversi operatori della Liturgia, che in queste occasioni è bene ricordare e ringraziare a nome di tutta la Comunità cristiana, ha pensato alla costruzione progressiva di un vero e proprio “Cammino dell’Avvento”, fatto da candele o lampade che si illuminano all’inizio della Celebrazione eucaristica domenicale (il Sabato sera con un vero e proprio Lucernario, come suggerito dal Sussidio diocesano), coinvolgendo l’assemblea attraverso la monizione e il canto, l’uso di un colore sempre diverso (il viola, il bianco, il rosa e il rosso), ripreso anche dall’addobbo floreale.
Accanto all’altare sempre la presenza dell’immagine della Madonna, vera icona di questo Tempo forte, che indica silenziosamente il cammino da seguire e invita a chiedere la sua intercessione. In Concattedrale poi, al centro dell’altare maggiore, la preparazione di un “posto”, ancora vuoto, per Colui che sta per venire, centro su cui converge l’attenzione di tutta la Comunità sistina.

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