FOTOGALLERY S. Messa Liceo Classico, Vescovo Carlo: “Dio vi ama”

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DIOCESI – Lunedì 1 dicembre si è tenuta presso la Cattedrale Madonna della Marina di San Benedetto del Tronto la Santa Messa per gli studenti del Liceo Classico:

Vescovo Carlo Bresciani: “Cari ragazzi,
la Parola di Dio che ci è stata data è il dono che Dio fa a noi oggi.
Ogni giorno la liturgia ci aiuta a riflettere attraverso alcuni brani della Parola di Dio.
Nella prima lettura san Paolo Scrive ai Corinti: “State attenti a come costruite”.

Ciò vale per tutti noi. State attenti, ragazzi, a come costruite la vostra vita, perché la si può costruire bene e la sa può costruire male.
I Corinti a cui San Paolo scrive erano pagani che si erano convertiti. Erano una comunità in subbuglio, che rischiava di naufragare, perché avevano cominciato ad andare per strade storte. A loro san Paolo dice: Attenti!

Cosa vuol dire costruire bene la nostra vita, la nostra vita cristiana?
San Paolo dà degli insegnamenti ai Corinti. State attenti a quali siano i vostri maestri (naturalmente non sto parlando dei professori di scuola ma dei maestri di vita).
Siete qui come scuola: costruire bene la propria vita vuol dire anche prepararsi culturalmente, sviluppare la propria intelligenza e la propria umanità.

Significa però anche domandarsi: qual è il posto di Dio nella mia vita?
Adesso siamo qui, in Chiesa, e questa domanda dobbiamo porcela.
Quale è il posto di Dio?
L’Avvento ci dice esattamente che Dio viene in Gesù Cristo per aiutarci a capire quale è il segreto della vita in Dio.
Questo vale per tutti. Per essere saggi bisogna che almeno ci poniamo la domanda.
Questo mi pare un primo pensiero che dobbiamo cogliere e portare con noi, perchè ci aiuti a prepararci al Natale in questo Avvento.
Troviamo una risposta a questa domanda nel brano del Vangelo.

Ci parla di un centurione romano, che come tale comandava cento soldati e quindi aveva potere, era un dominatore della Palestina.

Come costruisce quest’uomo la sua vita? È un uomo di potere che si trova in una situazione comune a quel tempo: ha uno schiavo, che non significa niente, su di lui ha potere di vita e di morte. Il suo schiavo è ammalato.
Questo uomo di potere, abituato a comandare, che cosa fa? Si preoccupa del suo schiavo ammalato, e nonostante sia pagano va da Gesù a chiedergli aiuto.
La vita di quest’uomo non è costruita soltanto sul potere, ma è fatta anche di attenzione allo schiavo.
Compie un gesto di carità grandissimo: il centurione si umilia, si abbassa a chiedere qualcosa per colui che non valeva niente, lo schiavo.
Su che cosa ha costruito allora la sua vita questo uomo?
Alla fine Gesù  lo loda: “presso nessuno in Israele ho trovato una fede così grande”. Questo elogio è legato alla richiesta che il centurione fa a Gesù.

Se non diventiamo capaci di volerci bene veramente e di voler bene anche all’ultimo, non costruiamo bene la vita.
Se la costruiamo solo sul potere e sul successo, dimenticandoci che diventa importante ciò che Gesù ci ha insegnato, mettiamo i mattoni sbagliati.

Gesù coglie questo atto grande del centurione e gli risponde: “Va bene anche se sei un pagano verrò da te e lo guarirò”.
Qui si vede un altro aspetto del centurione. L’uomo di potere è abituato a comandare e ad essere servito dai suoi servi.
Gesù dice: “vengo a casa tua”. Il Centurione risponde: “io non sono degno che tu entri nella mia casa”. È consapevole della sua limitatezza, della sua povertà: ha il potere ma non si ritiene degno.

Il centurione riconosce il suo ruolo davanti a Dio, riconosce che non può essere superbo di fronte a Lui.
Non sono degno ma ho fiducia, non sono degno “ma di’ soltanto una parola”.

Non si ritira, non dice: non sono degno e per questo non vado più in Chiesa. No!
Non sono degno ma ho fiducia in Te; di’ una parola soltanto e il mio schiavo sarà guarito.

Questa preghiera è la preghiera più bella che un pagano possa fare.

Anche noi la ripetiamo oggi durante la Santa Messa, con qualche piccolo cambiamento, prima della comunione: Signore non sono degno che tu entri “ma di’ soltanto un Parola e io sarò salvato”.
Questo uomo è grande, ha costruito bene la sua vita: nella carità, nel suo modo di rapportarsi con Dio, nella coscienza di chi è davanti a Dio.
Per questo il Signore cambia: non solo  guarisce il servo, ma dà a questo soldato la sua lode più grande.
Torniamo alla nostra domanda iniziale.

Come state costruendo la casa della vostra vita?
Questo è importante per voi ed è importante anche per Dio, perché Dio vi ama.
Adesso siete qui ad invocare lo Spirito Santo perché vi illumini e vi accompagni negli studi, che sono una pietra fondamentale, perché chi non sviluppa la sua intelligenza resta comunque povero.
Siete qui anche per dire che, per quanto fondamentale sia, lo studio non basta per essere persone complete.
Abbiamo bisogno anche di Dio.
Io vi accompagno con la mia preghiera perché impariate dal centurione ad essere attenti con i più deboli, perché impariate ad andare da Dio come il centurione è andato da Gesù, perché sappiate andare a chiedere che il Signore vi aiuti a vivere insieme con Lui. E questo è esattamente la completezza della vita.

Vi auguro un buon anno e buona preparazione per il Santo Natale.

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