ASMO A tu per tu con Jessica Campanelli

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Asmo (8)

 

Di Floriana Palestini

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Abbiamo intervistato Jessica Campanelli, la vice presidente dell’associazione onlus ASMO Viviana Campanelli (Associazione di Supporto Malati Oncologici), in occasione della S. Messa celebrata presso la chiesa di S. Giuseppe (San Benedetto del Tronto) lo scorso sabato 22 novembre.

Quando è cominciata l’attività dell’ASMO a San Benedetto?
Dopo che è venuta a mancare nostra madre Viviana Campanelli, nel 2001, la mia famiglia ed io ci siamo subito attivati per far nascere quest’associazione. Mio padre, Tiziano Campanelli, si è prodigato in sostegno dei malati oncologici; quest’anno abbiamo festeggiato il tredicesimo anno di età.

Come è cambiato il vostro servizio negli anni?
Il nostro servizio è cambiato notevolmente: ogni anno cresciamo, perché ci facciamo conoscere di più, ci sono sempre più persone che si interessano del nostro lavoro, cosa che per noi è fondamentale. L’ASMO infatti è un’associazione che ha bisogno di tutte le figure, da chi assiste il malato in casa a chi organizza le varie iniziative (cene, incontri, messe). Dopo 10 anni possiamo contare su molti volontari, cosicché la nostra assistenza si è potuta perfezionare: oltre a servizi di compagnia, facciamo assistenza a livello burocratico, a livello di trasporti e anche sul piano psicologico.

Ecco, quali sono i servizi che offrite?
Offriamo assistenza sia a casa che in ospedale, al front office, dove siamo presenti tutti i giorni dalle ore 7:00 alle ore 14:00. Il nostro servizio è anche domiciliare, perché facciamo compagnia a chi si trova in casa propria. Possiamo contare inoltre su un’equipe di medici (tra cui un fisiatra) che collabora con noi, perché vogliamo garantire un servizio completo il più possibile; ne approfitto per ringraziare la dott.ssa Mezzaluna che ci dà questa disponibilità. I volontari si occupano anche di trasportare gli ammalati, perché la terapia a loro necessaria nel nostro ospedale non c’è, per cui dobbiamo andare in Ascoli.

Come possono le famiglie richiedere il vostro servizio?
Innanzitutto al front office in ospedale, dove è sempre presente una nostra volontaria attraverso la quale possono venire a conoscenza della nostra realtà; poi hanno un primo colloquio con me in cui valutiamo se è il caso o no di fare assistenza, e questo avviene in base alla richiesta, alla famiglia; fino ad ora non l’abbiamo mai negata a nessuno.

Ci sono anche dei giovani volontari?
Sì, possiamo contare su un bel gruppo di giovani; cerco di fare iniziative adatte anche alla loro età, altrimenti ho paura di perderli per strada. Il prossimo anno partirà un’iniziativa con le scuole e in quell’occasione cercherò di coinvolgere il più possibile i ragazzi.  Mi piace il fatto che in un’associazione come la nostra siano presenti tutte le fasce di età.

Quali sono i vostri progetti futuri?
Abbiamo in programma la cena sociale, sabato 29 novembre, a cui parteciperanno circa 300 persone. Questa occasione sarà in primo luogo un momento di festa, per ringraziare i volontari che sono le colonne portanti della nostra associazione. In secondo luogo la cena è un modo per raccogliere fondi: vorrei sottolineare il fatto che il nostro servizio è totalmente gratuito, non chiediamo nulla alle famiglie. Tra le iniziative a lungo termine c’è il progetto dell’hospice, che va avanti da più di 10 anni. L’hospice è una struttura che ospita il malato e insieme a lui i suoi affetti, la famiglia così come il cane, come se fosse a casa propria, con il vantaggio di avere l’assistenza di cui necessita.

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