Il vescovo Carlo ai giovani della diocesi: “Chi è Dio per me ora?”

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Pastorale Giovanile

Di Floriana Palestini

DIOCESI – Si sono appena conclusi i Sentieri di Spiritualità, esperienza proposta ai giovani nel week-end appena trascorso (28, 29 e 30 novembre) e organizzata dal Servizio Diocesano di Pastorale Giovanile. Durante la prima meditazione, il vescovo Carlo  ha consegnato ai ragazzi il silenzio personale come tempo per riflettere su quanto ascoltato, aggiungendo:  «Per vivere al meglio questi esercizi c’è bisogno di calma: solo così potrete capire ciò che la parola di Dio vi sta dicendo. Non è facile, perché bisogna levare la maschera che qualche volta portiamo quando parliamo con gli altri, per far sì che questi ci amino. Con Dio la maschera cade; siamo nudi di fronte a Lui».

Il vescovo commentando Mt 16, 13-17, ha lanciato ai giovani la seguente provocazione: «In questo passo Gesù chiede ai discepoli chi sia Egli per loro e alcuni dicono cose “strampalate”; in realtà, lo sta chiedendo anche a noi. Alle elementari io avevo una certa percezione di Gesù, lo conoscevo in un certo modo. Appena entrato in seminario lo conoscevo in un modo diverso rispetto a prima; divenuto vescovo, lo sto conoscendo in un altro modo ancora. Questo perché a me non basta ciò che dicono gli altri su di Lui, perché questo è un giudizio condizionato dal pensiero personale. La domanda deve partire da me: ”Chi sei per me, Gesù?” ».

Il vescovo ha continuato a porre domande ai giovani incuriositi: “Chi sto seguendo nella mia vita?”, tutti abbiamo una guida, che sia un cantante, un sacerdote, un amico. Dunque vado dove mi portano le persone, o voglio scegliere io dove andare? Ma soprattutto “ti voglio ascoltare personalmente, Gesù? Sono disposto a stare con te?”. Prendete queste domande come spunto per la riflessione personale, dalle quale nasceranno altre domande, mi auguro».

Con questi interrogativi il vescovo Carlo ha tracciato la pista per questi “Sentieri di Spiritualità” lanciando i giovani presenti ad iniziare un cammino nelle periferie esistenziali della propria vita.

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