Don Gian Luca Rosati: “Il buon Contadino”

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Papa PiantaRIPATRANSONE – Nel giardino di casa del piccolo Nerino, c’era una quercia di grandissime dimensioni.

Il bimbo amava stare alla sua ombra ascoltando l’allegro canto degli uccelli tra le fronde.

Una mattina Nerino vide sotto l’albero tante ghiande e pensò di piantarne una. Cercò il nonno nell’orto dietro casa e gli chiese un vasetto e un po’ di terra buona per la sua ghianda. Poi, tutto contento, sotterrò il seme e bagnò la terra con l’acqua.

Mise il vaso nella sua cameretta, vicino alla finestra in un luogo ben visibile perché non voleva perdersi la nascita della sua quercia. Già immaginava il fusto che sarebbe diventato sempre più robusto e i rami pieni di foglie verdi; nel vaso sul suo comodino, Nerino sognava una quercia come quella che c’era in giardino.

I giorni passavano e dalla terra cominciò a spuntare un germoglio, poi un fusto verde con qualche fogliolina.

Nerino era felice: la rapidità di quei primi passi lo faceva ben sperare in tempi brevi per la crescita della sua quercia. Piano piano, però, il processo sembrò rallentare fino ad arrestarsi e nel vaso non si notavano cambiamenti; sembrava tutto fermo, eppure la piantina era verde e, quindi, viva.

Sulle prime, Nerino divenne impaziente: «Ma quanto ci mette!», sbuffava infastidito passando davanti al vaso. Poi pensò di aggiungere all’acqua un concime, ma non ottenne l’effetto sperato. Spostò la pianticella in un luogo più luminoso, ma non ci furono miglioramenti. Infine, prese il vaso e scese in giardino.

Chiese al nonno una piccola paletta, di quelle che si usano per il giardinaggio, e andò sotto la grande quercia. Il nonno, incuriosito, lo guardava da lontano.

Nerino cominciò a scavare e quando gli sembrava che la buca fosse abbastanza grande, si mise a estrarre dal vasetto la sua quercia, tirandola delicatamente per il fusto.

Fu allora che il nonno gli si avvicinò e gli chiese: «Che fai, Nerino?».

Il bambino gli rispose con aria seria: «La mia piantina non sta bene nel vaso; adesso la pianto sotto la sua mamma, così crescerà forte e grande come lei!».

Il nonno sorrise con tenerezza al nipote e gli disse: «Nerino, questa quercia era già molto grande quando io ero bambino; la natura ha i suoi tempi e il buon contadino non è quello che pretende di vedere subito i frutti, ma quello che sa attendere custodendo ciò che ha piantato. La tua piccola quercia è viva e sta bene! Tocca a te custodirla e aspettare che cresca a suo tempo!».

Nerino ci pensò un momento, e poi cominciò a ricoprire la buca.

«Ho deciso che la tengo!», disse al nonno avviandosi verso casa con in braccio la sua piccola quercia.

 

Nota della redazione: L’immagine dell’articolo anche se raffigurante un albero di Ulivo ci sembrava attinente a quanto scritto da Don Gian Luca sul “lavoro” che sta portando avanti con pazienza Papa Francesco.

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