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LORETO – Con un piccolo pullman gli insegnanti di Religione Cattolica della diocesi si sono recati a Loreto per l’Incontro regionale di formazione annuale degli insegnanti di religione di tutte le diocesi Marchigiane. L’incontro si è svolto presso il centro Giovanni Paolo II.

La mattinata è stata caratterizzata dalla relazione del sociologo Franco Garelli, che richiamandosi alla sua ricerca “Religione all’italiana”, ha presentato il rapporto tra fede giovani e Chiesa, per mettere in evidenza difficoltà e opportunità per annunciare il vangelo nella prospettiva di un nuovo umanesimo. I dati presentati indicano che la maggioranza degli italiani dichiara di credere in Dio, ma una fede, spiritualità legati sopratutto al vissuto, al momento emotivo che comunque è un’opportunità in quanto dinamica. Un’identità religiosa quindi che è molto legata alla dimensione culturale, la maggioranza sono cristiani culturali. Ma questa situazione sta cambiando per i giovani, poiché aumentano, intorno al 40%, quelli che si dichiarano atei e agnostici, non per non aver avuto una socializzazione religiosa, ma forse per non aver fatto esperienze personali e ecclesiali coinvolgenti e significative. A ciò influisce una cultura, un’informazione, che veicolano un immagine di Chiesa molto negativa, infatti fa molto riflettere che cresca nei giovani un ateismo ostile. Una prospettiva, secondo Garelli, ci è data dalle indicazioni di papa Francesco, purché queste diventino un investimento teologico e culturale forte.
Quindi c’è un vissuto che non è privo di domande. La sfida e il compito degli insegnanti è quella di un investimento formativo culturale radicato nel Vangelo, e soprattutto, ha sintetizzato il Vescovo Piero Coccia, essere nella scuola con la passione educativa, che fa riferimento all’esperienza di fede, capace di proporre un rapporto umanizzante, di fiducia che sa vedere il potenziale e sa cogliere le opportunità anche in questa realtà umana fragile.

Nel pomeriggio divisi per ordine di scuola sono state presentate delle buone prassi di percorsi realizzati nelle classi.
Molti i progetti, per lo più interdisciplinari, raccontati per la scuola dell’infanzia e primaria, tra cui anche il progetto dell’ISC di Monteprandone presentato dall’insegnante Francesca Benigni.
Mentre per la scuola secondaria il responsabile regionale Marini ha comunicato quanto sia stato difficile trovare esperienze che si raccontassero, ed infatti è stato presentato un solo percorso didattico realizzato da un insegnate di religione nella scuola secondaria di primo grado. C’è evidentemente un impegno educativo didattico da attivare con passione educativa e nella comunione progettuale per intercettare il vissuto dei giovani e la dimensione spirituale della ricerca del senso.

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