Acquaviva, Convegno “Ceti e Classi sociali dal XI al XV secolo”

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ACQUAVIVA PICENA – Si è tenuta Sabato 15 novembre, presso la Sala Consiliare del Comune di Acquaviva Picena, il Convegno di studio, in occasione della IX Giornata della Storia, dal titolo “Ceti e Classi sociali dal XI al XV secolo” organizzato dall’Associazione Palio del Duca con il patrocinio del Comune di Acquaviva Picena.

Ad aprire il convegno Nello Gaetani, presidente storico dell’associazione Palio del Duca, che, dopo i ringraziamenti di rito, ha ricordato come questo convegno sia stato organizzato ogni anno a partire dal 2000 ”per valorizzare la storia e la cultura del nostro paese e promuovere la rievocazione storica di Sponsalia”. A seguire i saluti del sindaco Pierpaolo Rosetti e del il vice presidente dell’associazione del Palio del Duca, Roberto Gaetani che ha presentato i relatori del convegno a partire da Roberto Casali, Presidente della Commissione Storica Ass. Palio del Duca, intervenuto con una relazione dal titolo “La medicina nel medioevo”, l’ing. Maurizio Medori, dell’Ufficio Tecnico del Comune di Acquaviva Picena, con una relazione dal titolo “Poveri e vagabondi nel medioevo”, la dott.ssa Erika Vecchietti e il dott. Michele Massoni, del Dipartimento di Storia e Culture Civiltà dell’Università di Bologna, con gli interventi rispettivamente dal titolo “Miseria e nobiltà. Cibo, Cucina e abitudini alimentari nel medioevo” e “Dalla capanna al castello. Abitazione e ambienti domestici dall’Alto al Pieno medioevo”.

Gli interventi sono stati interessanti e ricchi di curiosità, a partire dalla relazione di Roberto Casali che, dopo l’introduzione delle figure di Ippocrate e Galeno da Pergamo, che hanno condizionato in maniera decisiva la storia della medicina, ha trattato la medicina nei paesi arabi per poi passare a quella nei paesi occidentali, durante il medioevo, parlando, per esempio, delle varie figure terapeutiche esistenti, come i guaritori, i “praticoni”, persone che avevano come secondo lavoro quello di curare le malattie, si avevano così i “cavadenti”, gli “spaccaossa”, ecc …
È stata quindi la volta l’ing. Maurizio Medori con la sua relazione sulla povertà, una povertà figlia dei tempi, non un fatto occasionale, ma dovuta alla mancanza di difese nella società, legate a situazioni di tipo economiche, sanitarie, alimentari e belliche; i miserabili e gli afflitti di indigenza, i mendicanti, le persone colpite da malattia, i deboli a causa dell’infermità e dell’abbandono, come gli orfani e gli anziani, gli affetti da deficienza mentale, gli oppressi, gli umili, i discriminati, fino ai pauper verecundus, i benestanti caduti in povertà, per tutte queste persone, la povertà venne vista come una vera maledizione di cui vergognarsi.
Infine la dott.ssa Erika Vecchietti e il dott. Michele Massoni hanno preso in esame due aspetti della miseria e della povertà e cioè il cibo e l’abitazione, con un confronto tra i poveri e i nobili. Nell’epoca medievale, l’aspetto religioso influenzava, in parte anche l’aspetto alimentare: il consumo dei cereali, era principalmente sotto forma di pane e focaccia, e il pane aveva una profonda valenza spirituale perché preso come elemento fondante dell’eucaristia, stessa cosa valeva per il vino, inoltre la religione influenzava anche il consumo di determinati cibi a seconda dei giorni di magro, cioè giorni in cui non si poteva consumare la carne, e di grasso. L’uso delle posate era limitato, un lusso, poiché generalmente il cibo veniva servito già tagliato a pezzi. Le pietanze erano molto cariche di condimenti e si consumavano, ovviamente, anche verdure e formaggi. Un’attenzione particolare è stata dedicata anche ai ritrovamenti effettuati durante gli scavi all’interno della Fortezza di Acquaviva, la scorsa stagione estiva, che hanno portato alla luce le tracce dei primi nuclei a partire da un villaggio di capanne per arrivare a quella che è la famosa e imponente Rocca di Acquaviva dell’architetto fiorentino Baccio Pontelli.

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