“Per la politica italiana la famiglia resta una mucca da mungere”

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BolzonaroDi Giovanna Pasqualin Traversa

“La famiglia è la cassaforte di risorse che ci ha salvato dalla crisi ma la politica continua a considerarla solo una mucca da mungere”. Non usa mezzi termini Roberto Bolzonaro, vicepresidente del Forum delle associazioni familiari, commentando al Sir le ultime decisioni in tema di famiglia introdotte dagli emendamenti alla legge di stabilità 2015, approvati in commissione Bilancio della Camera, dove il provvedimento è attualmente in esame in vista del passaggio nell’Aula di Montecitorio. Tre, in particolare, i punti su cui si sofferma Bolzonaro: l’eliminazione del tetto di 90mila euro come reddito familiare per poter usufruire del bonus bebé, il no alla rimodulazione del bonus fiscale in base ai carichi familiari e il ripristino del fondo per la non autosufficienza a 400 milioni.

Bonus bebé.
Si tratta di 80 euro al mese per tre anni ai bambini nati dal 1° gennaio 2015 al 31 dicembre 2017. Il beneficio sarà probabilmente ancorato all’Isee, e quindi riservato ai nuclei familiari con reddito Isee di 15mila euro, equivalenti a 39.900mila euro di reddito annuo per una famiglia monoreddito con due figli, o a un reddito di 47mila euro per una famiglia, sempre con due figli, in cui entrambi i genitori lavorino. “Rimodulare il bonus bebé sull’Isee non sta né in cielo né in terra – ci dice Bolzonaro -, serve solo a fare un po’ di cassa e a ribadire la visione assistenzialistica della nostra politica che si limita a contrastare in modo miope la povertà senza valorizzare la famiglia. La proposta di Renzi di un bonus non necessariamente legato ad un reddito basso aveva una sua logica di incentivazione della natalità”. “È vero – prosegue il vicepresidente del Forum – scarseggiano le risorse, ma non credo che questa manovra potrà incidere in modo significativo su un loro recupero”. A chi sostiene che si tratta di risorse da destinare al contrasto della povertà, Bolzonaro replica: “È sacrosanto impegnarsi contro la povertà, ma questa si combatte anzitutto sostenendo i nuclei familiari, soprattutto quelli più numerosi. L’indice di povertà cresce in maniera esponenziale in funzione del numero dei componenti della famiglia”. “Si può anche tenere conto dell’Isee – ammette – ma a condizione che sia uno strumento giusto ed equo. Oggi non è così. Adottare il ‘vecchio’ Isee o il cosiddetto ‘nuovo’ (approvato dal governo Letta ma non ancora operativo perché mancante dei decreti attuativi) senza ‘aggiustarlo’ non fa che aggiungere iniquità a iniquità. Uno strumento equo dovrebbe adottare una scala di equivalenza che tenga molto più conto dei carichi familiari, attualmente sottostimati. Perfino la scala di equivalenza Istat sui carichi familiari è migliorativa del 15% rispetto all’attuale Isee. L’Isee ‘nuovo’ si limita a ritoccare lievemente la scala attuale quando i figli sono più di tre”.

Bonus fiscale. Anche per quanto riguarda i famosi 80 euro, Bolzonaro dichiara: “Siamo delusi per la decisione del governo di non tenere in considerazione la nostra proposta di una rimodulazione del bonus in base ai carichi familiari; dare un po’ meno a chi non ne ha e un po’ più a chi ne ha. Avevamo ipotizzato ad esempio, di destinare 20 euro in meno a single e coppie senza figli e 10/20 euro in più per ogni figlio a carico, arrivando magari a 40 euro in più per le famiglie con 3 o più figli. Non siamo stati ascoltati, e siamo preoccupati anche per l’aumento della pressione fiscale che penalizzerà ulteriormente le famiglie numerose. A trarre vantaggio dalle politiche del governo sono i single: chi vive solo sta meglio, chi fa famiglia sembra essere meritevole di punizione. In Italia famiglia numerosa rischia di diventare sinonimo di povertà assicurata”.

Fondo disabili. Nel 2015 il fondo per la non autosufficienza sarà riportato a 400 milioni: sono dunque in arrivo 150 milioni in più rispetto ai 250 previsti. “Una buona notizia – è il commento di Bolzonaro -, a condizione che questi 150 milioni non vengano sottratti, come invece sembra, alla dotazione di 500 milioni inizialmente prevista per la famiglia. Non è più accettabile la solita formula del togliere alla famiglia mettendola in competizione con le situazioni di grave o gravissimo disagio”. “Mi chiedo – scandisce il vicepresidente del Forum – se la miopia politica è così grave da non rendersi conto del rischio di scatenare una guerra tra poveri”. Per Bolzonaro in Italia “c’è anzitutto un problema culturale: non si capisce che la famiglia è la fonte della ricchezza del Paese, la risorsa che manda avanti l’economia e ci ha salvato dalla crisi. Viene considerata solo come mucca da mungere, dalla quale attingere risorse fino a prosciugarla, ma per quanto potrà ancora resistere? Il ventaglio delle famiglie in povertà assoluta è in continuo aumento. Perché non si pensa ad investire, come nella maggior parte degli Stati europei, sulla famiglia? In Italia le famiglie vengono prima portate allo sfinimento, poi ci si preoccupa di soccorrerle. È contro ogni logica, mentre investire sulla famiglia è il miglior investimento per il rilancio e il futuro del Paese”.

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