Consiglio comunale di fuoco, Gaspari rimane sindaco

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Giovanni Gaspari (foto E. Ciucani)
Giovanni Gaspari (foto E. Ciucani)

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il Consiglio comunale del 20 ottobre Marco Calvaresi ha varato tutti i punti all’ordine del giorno, tranne il punto inerente la modifica del regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale che è stato ritirato.

In apertura di seduta, la Segretaria Generale Fiorella Pierbattista ha comunicato i contenuti della sentenza d’appello della Corte dei Conti che ha condannato il sindaco Giovanni Gaspari e il dirigente Germano Polidori al risarcimento al Comune delle somme corrisposte all’ex consulente urbanistica arch. Luigina Zazio nel periodo 2006 – 2010. La Segretaria, facendo riferimento agli artt. 63 comma 5 e 69 del Testo Unico degli Enti Locali, ha spiegato che non si può avviare subito la procedura di contestazione dell’incompatibilità del Sindaco in quanto debitore dell’Ente, ma occorre attendere sei mesi dalla data di pubblicazione della sentenza, termine entro il quale è possibile presentare ricorso per Cassazione. Solo allora il Consiglio verrà investito della questione.

Il Consiglio comunale ha ratificato due variazioni di bilancio assunte in via d’urgenza dalla Giunta: in bilancio sono iscritti così il mantenimento dei minori non accompagnati individuati sul territorio comunale, l’incremento di alcune utenze di strutture pubbliche e per l’avvio del servizio di telecontrollo dell’impianto semaforico all’incrocio via Pizzi – via San Martino. Viene inoltre contabilizzato un maggiore contributo ministeriale di circa 70mila euro per l’ampliamento del progetto SPAR finalizzato all’accoglienza dei richiedenti protezione internazionale e dei loro familiari.

L’assessore al bilancio Fabio Urbinati ha poi presentato la delibera riguardante l’assestamento generale del bilancio 2014 e variazioni al piano degli investimenti e ha posto l’accento sul fatto che, per far fronte ad un taglio di 160 mila euro, si sono effettuate economie nei vari settori. Vignoli ha chiesto informazioni sul rimborso della mini IMU lamentando scarsa informazione e il mancato rispetto dell’impegno assunto dall’Amministrazione di restituire 600.000 euro. “Doveva essere questa la cifra da rimborsare, anche utilizzando forme indirette – ha concluso Vignoli – ma forse era più semplice ridare la mini IMU a chi l’aveva pagata”. Urbinati ha risposto che tutto quello che è entrato da quell’imposta è stato allocato sul capitolo “Riequilibrio della pressione tributaria” e nulla impedisce di ridistribuire successivamente quelle somme. “Troveremo uno strumento che porti alla restituzione totale di questo fondo” ha concluso Urbinati. Con 13 sì, 11 no e un astenuto (Calvaresi), il Consiglio ha varato la manovra finanziaria di riequilibrio.

“E’ il frutto di un lavoro lungo e partecipato – ha dichiarato Urbinati in merito alla modifica del regolamento del commercio su aree pubbliche – con gli uffici e la Polizia Municipale e la collaborazione delle associazioni di categoria abbiamo conseguito un risultato importante, prima liberando la visuale in piazza Giorgini, poi concordando con gli operatori nuovi spazi che interesseranno circa 100 posteggi, ovvero un terzo del mercato. Così vengono individuati percorsi per i portatori di handicap e prima di Natale riusciremo anche a tutelare la sicurezza pubblica con la possibilità dei mezzi di soccorso di muoversi più agevolmente”.

Marucci (M5S) ha riconosciuto il buon lavoro degli Uffici comunali ma ha ribadito la contrarietà all’attività politica dell’Amministrazione e del Sindaco anche alla luce della scelta di non parlare della sentenza della Corte dei Conti durante l’assise. Anche Morganti ha rivolto un plauso all’ufficio e ha rivendicato la bontà dell’azione amministrativa che si dimostra attraverso atti come quello in discussione. Con 15 sì, 7 astenuti e 3 non votanti (Emili, Gabrielli e  Tassotti), il punto è stato approvato.

Il Consiglio comunale ha deciso di sciogliere e mettere in liquidazione il Consorzio per l’istituto musicale “A. Vivaldi”, visto che la Provincia (che con il Comune è socio del Consorzio dal 1975) nella sua nuova formulazione non potrà più avere voce in attività culturali e quindi non potrà più garantire dal 2015 il contributo annuale di 64.000 euro. Nel bilancio di previsione 2015 è stata prevista un’analoga somma a carico del bilancio comunale in attesa che si definisca un nuovo organismo che gestirà in autonomia le attività di didattica musicale, sempre sotto la vigilanza comunale. “In questo bilancio abbiamo destinato 64 mila euro che andranno a coprire la quota della Provincia che verrà a mancare – ha affermato l’assessore alla cultura Margherita Sorge – quest’Amministrazione ha scelto di rilanciare e investire sulla cultura. Il “Vivaldi” ha un numero di iscritti in crescita, dà lavoro a 23 docenti ed è un patrimonio culturale della comunità che vogliamo tutelare”. Sorge ha poi lamentato la scarsa sensibilità degli ex amministratori provinciali verso il “Vivaldi” suscitando la reazione di Piunti, ex vicepresidente della Provincia, che si è detto meravigliato della polemica ma ha annunciato voto favorevole. Evangelisti e Liberati hanno ribadito che il Comune intende preservare il prestigio acquisito dal “Vivaldi” mentre Ruggieri ha dichiarato di non partecipare al voto essendo membro del Consiglio di amministrazione dell’istituto. Con 23 sì e 1 astenuto (Calvaresi), il punto è stato approvato.

Dopo aver ritirato la mozione contro il cosiddetto “Decreto sblocca Italia”, già esaminata con voto non dirimente nella precedente seduta del Consiglio comunale, a causa della trasformazione in legge nel frattempo intervenuta, Marucci ha presentato una mozione urgente in cui chiede al Sindaco e alla Giunta di sostenere l’azione della Regione nell’impugnazione degli artt. 37 e 38 della legge dinanzi alla Corte Costituzionale. Il documento è stato approvato all’unanimità.

In chiusura di seduta, è stato presentato dalla minoranza un ordine del giorno urgente in cui, alla luce della comunicazione effettuata in apertura di seduta dalla Segretaria Comunale, si chiedeva al Sindaco di informare il consesso su come intende procedere. Il Presidente del consiglio, verificando la formulazione del testo, lo ha qualificato come interrogazione e dunque non ha dichiarato aperto il dibattito. Con mozione d’ordine, Piunti ha sottolineato la necessità di una discussione pubblica su un fatto così rilevante e ha accusato la maggioranza di fuggire il confronto. Gabrielli, primo firmatario e quindi qualificato come interrogante, ha poi deciso di ritirare l’interrogazione per timore, ha dichiarato, che potesse essere interpretata come frutto di questione personale con il Sindaco (fu Gabrielli a presentare l’esposto che diede il via al procedimento dinanzi alla Corte dei Conti).

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