Sant’Egidio alla Vibrata in festa per la visita del Vescovo Carlo Bresciani

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Di Floriana Palestini

SANT’EGIDIO ALLA VIBRATA – Domenica 16 novembre il vescovo Carlo ha visitato in maniera ufficiale la parrocchia di San Giuseppe a Sant’Egidio alla Vibrata.
Già qualche minuto prima del suo arrivo si poteva percepire l’emozione di cui si caricava l’ampia e luminosa navata della chiesa: come prima di una grande festa, c’erano gioia e impazienza nell’aria.
Si levavano voci dal coro, i bambini correvano e qualcuno andava ad occupare gli ultimi posti rimasti nei banchi.

Alla celebrazione erano presenti anche Biagio Ciampini, segretario del consiglio pastorale e le autorità civile nella persona di Rando Angelini, sindaco di Sant’Egidio alla Vibrata.

Il vescovo Bresciani ha ringraziato Ciampini con sincere parole di affetto, dopo che quest’ultimo ha portato i saluti della comunità ed espresso la grande gioia nell’avere il vescovo nella propria casa.

Nell’omelia il vescovo Carlo, ricordando il vangelo del giorno, ha esortato i fedeli ad usare i propri talenti, che non sono come il denaro: una volta speso, è finito, è volato via. «Invece più faccio del bene, più ho del bene: sto praticando il mio talento. Se uso la mia intelligenza, poi non ne ho di meno perché l’ho usata: ne ho di più, perché l’ho esercitata. Così con tutti gli altri talenti (la carità, la virtù della fede, la pazienza…)».

Riguardo la fede, il vescovo ha ricordato ai fedeli che «non dobbiamo avere paura della nostra fede: dobbiamo esercitarla! Siamo diventati timidi e paurosi e dobbiamo testimoniare la nostra fede, perché più la esercitiamo, più sappiamo comunicarla agli altri. La fede non è qualcosa che si vive in solitudine, non cresce se mi chiudo in me stesso, ma cresce se la condivido con i talenti.»

La parrocchia di San Giuseppe ha accolto il vescovo con amore filiale: i bambini, segno di una comunità giovane e attiva, sono subito corsi ad abbracciarlo appena arrivato, e molti erano i ragazzi che hanno partecipato alla S. Messa.
E’ questa una Chiesa che vuole bene al suo Padre e che si adopera per farlo sentire a casa.

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